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Un vecchio adagio dice che tra sorrisi e risate ci sono di mezzo gli applausi. Così è stato per il 29 esimo appuntamento del Festival del Cabaret di Giovanni Tagliente e company. Lunghe e intense le tre serate previste nel solito copione dove neanche la pioggia, poca e minacciosa, ha bloccato intenzioni e desideri dei tanti accorsi per vedere lo spettacolo rimasti seduti a godersi anche l’attimo che fugge via. Torna a brillare la stella del firmamento di questo istituzionale appuntamento chiamata Mauro Pulpito camaleonte tarantino alla sua ventiduesima edizione che ritorna dopo un obbligato absence. L’entrata sul palcoscenico ha suscitato emozione colorato da ben due minuti di applausi. Brivido di eccitazione anche per Debora Villa per il ritorno del suo compagno di viaggio dopo aver dovuto gestire da sola l’edizione dell’anno passato. Poi tutti sul palco comici giovani al debutto, Chiara Cherubini, Marco Montrone, Carolina Vicentini, Emilio Scuto, Samuele Rossi, Antonio Rosa, Marco Passarello, Davide Omino, Nemo, Giulia Musso, Leonardo Lo Coco e Manuel Piazza, accompagnati da famosi sullo schermo nazionale. A colorare le serate la Banda EufoNicA e a far rumore in tutte e tre le serate il fiorentino Alberto Caiazza accompagnata dallo stile graffiante di Corinna Grandi, Giovanni D’Angela e con il botto finale con Alberto Farina e il premio Sirio al cantante martinese Renzo Rubino. La seconda meglio ancora con il ritorno di Vincenzo Albano con i suoi momenti di sorpresa con il solito sguardo ironico e irriverente, il napoletano Salvatore Gisonna e il grande comico, cabarettista, trasformista e attore italiano Ennio Marchetto. Poi il risultato della selezione dei giovani debuttanti. A Manuel Piazza, Nemo e Marco Montrone della prima serata si sono aggiunti Chiara Cherubini, Emilio Scuto e Samuele Rossi. Serata finale con il botto. Inizio con l’arrivo di un breve acquazzone che ha suggellato il vecchio adagio: Sposa bagnata sposa fortunata”. Cosi tutto si è rivelato. Santo Palumbo, Max Pisu e Antonio Mezzancella hanno dato un tocco magico alla serata coronata con la consegna del Premio Città di Martina Franca da parte del sindaco, Gianfranco Palmisano, al grande artista milanese Massimo Boldi. Poi la gara finale con i giovani emergenti comici e il gran finale con la premiazione. Premio della critica meritato al catanese Emilio Scuto mentre il vincitore, pure meritato, della serata è stato il nuovo Beppe Grillo della comicità al lucchese Samuele Rossi. Brava la giura a  intuire i tempi e le metodologie espresse da questi capaci professionisti del sorriso. Bravo anche lo storico scenografo del Festival Martino Carucci che ha disegnato il cartellone della trentesima edizione 2026. Ma soprattutto un plauso alla famiglia Tagliente che in ogni edizione non manca di donare bei pensieri alle istituzioni che fanno vetrina sempre a costo zero. Dopo il Festival della Valle d’Itria l’altro pilastro del turismo e dello spettacolo ora si chiama Festival del Cabaret.

Oreste Roberto Lanza

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.