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Si è fatto ascoltare con piacere “Bella di chi sei”, il nuovo singolo in rotazione radiofonica di Alessandro Perfetti, in arte “Pikkolomini”, che in una carriera ultra-trentennale si è diviso fra canto e recitazione, acclarata la sua lunga militanza con Carlo Verdone che lo ha voluto in ben sette film. Questo brano scritto da Emiliano Savino (distribuzione Distrokid), è un delicato quadretto sentimentale, che allude a un amore adolescenziale mai sbocciato, cui il tempo trascorso concede con speranza di un finale diverso una nuova possibilità “Sono stato ispirato dalla musica che sento tutti i giorni-sottolinea Perfetti- dagli artisti che suonano, cantano e si emozionano. Dai brani dove si capisce il testo, la melodia, l’arrangiamento. La mia generazione ha bisogno di questo e il mio progetto è quello di far tornare le persone ad ascoltare qualcosa di originale, che viene dal cuore, proprio perchè senza volere essere troppo nostalgici, quando ho iniziato, la musica partiva proprio da lì, senza trucchi o artifici.”

Hai maturato un tipo di esperienza importante negli anni: il mondo proprio -più ancora dell’ambito familiare- è radicalmente cambiato rispetto a quando hai esordito . Sarebbe semplicistico asserire che è tutto cambiato in peggio, per cui vorrei sapere cosa potremmo salvare o considerare in positivo….
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Il mio intento è quello di far tornare nel tramite della mia musica il “belcanto”, quello vero, ovvero quello che si studiava con passione e dedizione, nel tramite indispensabile di un Maestro, affrontando sacrifici e ore di lavoro. Sono tempi confusi questi ma è anche vero che ci sono molti ottimi artisti che rimangono nell’ombra. Bisognerebbe dare spazio al talento anche se maturo. Posso dire che sono sicuro che qualcosa cambierà, tramite i social si riuscirà a far ritornare la “musica ” italiana invidiata in tutto il mondo.

Quale è stata la più grande soddisfazione artistica della tua carriera?

Ne ho avute tante, sicuramente sono molto soddisfatto di me stesso, ma proprio ora voglio concentrami su questo nuovo singolo a cuore nudo, basato su emozioni vere, senza l’ausilio di auto-tune o altre distorsioni , che potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per farmi apprezzare definitivamente, raggiungendo il più ampio bacino possibile di persone interessate a ciò che faccio.

Ma come cambia il tuo approccio quando canti rispetto alla recitazione su un set? ci sono differenze oggettive ma anche delle similitudini…

Ci sono certamente degli spunti da cogliere: io ho sempre considerato il set come uno studio di registrazione, dove se sbagli puoi riparare, e un concerto come una rappresentazione teatrale dove tutto deve essere perfetto o quasi e dove gli sbagli non sono praticamente consolabili. L’approccio per quanto mi riguarda è lo stesso. L’adrenalina del palco per me rappresenta il distillato della vita.

Quando è avvenuto il tuo primo incontro con Carlo Verdone?

Ci siamo conosciuti tramite amici in comune, stava preparando “L’amore è eterno finché dura”. Gli parlai di me dei miei studi, gli feci sentire la mia musica. Mi disse “Ale vuoi lavorare nel mio nuovo film?” Puoi immaginare cosa questo abbia significato per me! Carlo Verdone, icona del cinema italiano, romano come me, idolo della città eterna. Quella notte non sono riuscito a dormire. Se ci ripenso mi emoziona ancora. Abbiamo lavorato per circa quindici anni. Non lo ringrazierò mai abbastanza per quello che mi ha insegnato e che custodirò come un gioiello prezioso.

Questo nuovo singolo è un anticipo di un album o qualcosa di più importante?

Ci sono delle idee in progresso, ma forse è prematuro parlarne adesso: intanto mi aspetto cose belle da questo singolo.

Vittorio Pio

Redazione

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