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“Forse stiamo esagerando” precisa il grande artista e narratore lucano Ulderico Pesce. I lucani come tutto il Sud, molto di più delle “vetrine” del Centro e del Nord che forse oggi si lavano le mani dicendo tutto o niente, ne hanno sofferto vivamente di questa morte che era da qualche mese aspettata. Dai noi si è già detto. “La televisione è finita”. Noi del Sud siamo sempre avanti. Ma se fosse ancora vivo, il Pippo nazionale ne canterebbe di belle.  La morte è sempre stata nella storia il miglior tappeto per nascondere la verità. Quella autentica , quella che fa più male di un colpo di cannone. Ma ora basta!. Sono certo che lo direbbe anche Pippo Baudo visto che ha scelto una riservata e discreta visita alla sua naturale residenza del Teatro delle Vittorie. Capisco le Sovrastrutture che governano l’Italia e il mondo, il mainstream che vuole che si distragga il popolo nascondendogli le cose più rilevanti del momento: il debito pubblico italiano, l’Europa che sta morendo, le figure fatte nei confronti di Putin concedendogli il tappetto rosso in Alaska, le verità non dette a livello nazionale ed internazionale. Qual è la verità sulla guerra dell’Ucraina, e quella di Gaza?.  Il Ponte sullo stretto che da 12 miliardi di partenza adesso costa 13 miliardi e mezzo chi sa nel 2026 con l’inflazione quanto ci diranno ancora di più. Capisco che la morte di Pippo Baudo, le continue sagre paesane le piazze piene di gente per godersi un po di “cummedia” come si dice al paese nostro facendo arrabbiare qualche pensionato o anziano nel pieno diritto al silenzio. Capisco il detto di Ferdinando IV di Borbone che chiedendo pare al suo luogotenente cosa facesse il popolo, alla risposta “niente” il suo comando fu “ allora organizza canti e balli”. Capisco da sempre di non alzare il livello culturale di una nazione per evitare che il popolo scopra quel principio benedetto che dice “Un milione di verità sono nascoste in cento bugie”. Diremo che questa scuola sociologica nel tempo è migliorata, che quel milione di verità oggi qualcuno ha insegnato all’italiano a saperle nascondere molto meglio. Capisco pure per dirla tutta che “le persone non accettano la verità perché non vogliono che la loro illusione venga distrutta” detta da Friedrich Nietzsche pare la scarpa più comodo da alcuni secoli. Ma pare che la verità sia diventata figlia dell’autorità più che del tempo o dello stesso popolo che piace vagare fuori da una comunità naturale fatta di giusto diritto e buona morale. Insomma pare che sia ora di fermarsi è saper guardare bene l’orizzonte: Ci fa paura? Ma dobbiamo guardarlo prima o poi. Meglio adesso. La televisione va chiusa perche da consumatori possiamo diventare uomini e finalmente dare una soddisfazione a Baudo che desiderava degli italiani cresciuti e maturi. Alla fine probabilmente, proprio lui  avrebbe detto: “Avete detto tutto su di me, ma ci sono problemi più importanti in Italia e nel mondo”

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.