Tempo di lettura: 3 minuti

«Per la prima volta due F-35 italiani decollano su allarme dall’Estonia come risposta ad aerei russi nell’ambito dell’operazione di polizia aerea della NATO».

Così poco dopo mezzogiorno del 13 agosto il Comando delle operazioni aeree dell’Alleanza Atlantica dalla base aerea di Ramstein (Germania) rende noto il primo “scramble” (decollo su allarme) dei “top gun” del 32° Stormo dell’Aeronautica militare italiana, da pochi giorni inviati in missione di sorveglianza dei cieli europei ai confini con la Federazione Russa dalla base di Ämari, aeroporto a circa 50 chilometri dalla capitale Tallinn.

Uno “scramble” che ha portato i due piloti dei caccia più avanzati in dotazione all’Arma Azzurra (gli F-35A sono jet “stealth”, velivoli di quinta generazione a visibilità nulla o molto bassa ai radar) ad intercettare due cacciabombardieri russi.

Questi ultimi erano un caccia SU-30SM (Flanker-H) e un ricognitore SU-24MR dell’aviazione della Marina militare russa entrati, hanno comunicato fonti della NATO, nello spazio aereo dell’Estonia sul mar Baltico senza autorizzazione da parte del controllo del traffico estone.

L’operazione, a quanto si sa, è consistita nell’intercettare i due intrusi e scortarli fuori dal territorio europeo.

I piloti italiani, sin dall’inizio della guerra fra Russia e Ucraina (quest’ultimo Paese com’è noto è appoggiato dalla NATO e dall’Unione Europea dopo essere stato invaso dalle forze armate russe), hanno compiuto più volte questo tipo di operazioni dall’inizio della missione di “polizia aerea” nell’Est, ma finora con i caccia intercettori Eurofighters Typhoon, velivoli di quarta generazione, che equipaggiano cinque reparti dell’Arma Azzurra, fra i quali il 36° Stormo della base di Gioia del Colle, in provincia di Bari, che ha cooperato alle missioni nell’ambito delle operazioni dell’Alleanza atlantica.

Ma che tipo di “intrusi” sono stati intercettati e cacciati via dallo spazio aereo estone dai “top gun” del 32° Stormo di Amendola?

Il Sukhoi SU-24MR Fencer-E è un jet da ricognizione fotografica ed elettronica che può essere armato con missili AA-8 per la difesa dai caccia nemici, con due uomini di equipaggio su seggiolini affiancati, una delle più recenti versioni del bombardiere supersonico entrato in servizio nel 1974 quando esisteva ancora l’URSS. Questo velivolo intercettato appartiene (fonte Itamilradar) al 4° Reggimento d’attacco navale che ha sede nell’aeroporto di Chernyakhovsk, base della Flotta russa del Baltico che si trova nella regione di Kaliningrad, territorio che si affaccia sul Baltico incastonato fra la Lituania a nord e la Polonia a sud.

Aveva funzioni di scorta il Sukhoi SU-30SM (Flanker-H) del 14° Reggimento caccia dell’aviazione militare di Mosca (fonte Itamilradar), decollato dall’aeroporto militare Kursk Vostochny, più conosciuto come base aerea di Khalino, che si trova 400 chilometri a sud di Mosca ma soprattutto a poco più di 100 chilometri dal confine con l’Ucraina. Il SU-30SM è uno dei più avanzati jet supersonici da combattimento di quarta generazione. A bordo, un pilota e un navigatore seduti in tandem, può essere armato sia con bombe sia con missili aria – aria e aria – terra. Il SU-30 entrò in servizio nel 1996.

Fonti della Difesa dell’Ucraina dal dicembre 2022 a luglio scorso hanno rivendicato almeno quattro attacchi sferrati con droni su quest’ultima base aerea russa. In uno di questi raid sarebbero stati uccisi o feriti il comandante del 14° Reggimento, il suo vice, un gruppo di ufficiali dell’aviazione e un rappresentante del Servizio di sicurezza federale della Federazione Russa. La notizia è stata parzialmente confermata da fonti delle forze armate di Mosca.

Armando Fizzarotti

Armando Fizzarotti, classe 1961, Giornalista professionista dal 1990, laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari e qui già docente a contratto di scrittura giornalistica. Fino al 2023 cronista e poi Redattore Capo del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, è specializzato nei settori militare, geopolitico, affari esteri, storia, aviazione. È stato inviato in vari Paesi europei e, in Nord America, negli Stati Uniti e in Canada. Ha svolto tra l’altro attività giornalistica sempre in qualità di inviato nella base delle Nazioni Unite di Brindisi, a bordo di varie unità della Marina militare Italiana, nella base dell’Aeronautica militare italiana di Gioia del Colle (Bari), al Pentagono (Washington DC – USA), nella base dell’Usaf di Holloman (New Mexico – USA) e delle portaerei nucleari “Roosevelt” e “Bush” della Marina militare degli Stati Uniti. Ufficiale della Riserva dell’Esercito Italiano, ha svolto il ruolo di vice capo della cellula “Pubblica Informazione” dell’Italian Joint Task Force a Nassiriyah (Iraq). Esperto di musica, cultura e spettacoli.