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E fanno dodici. L’edizione del premio Siris 2025 è arrivata alla sua dodicesima edizione. Il grande evento organizzato, nel periodo estivo, è molto vicino dal festeggiare le quindici edizioni. Un premio nato nel 2011 come riconoscimento culturale destinato a chi si è distinto in vari campi, ma anche a chi vuol conoscere la realtà lucana nei vari ambiti storici, ambientali e gastronomici. Evento divenuto col passare del tempo importante e che a dire di molti è riuscito ad accendere una luce fissa su un territorio, quella della valle del Sinni, da sempre oscurato forse dimenticato e tante volte emarginato. Con le armi della storia e della cultura come conoscenza del proprio territorio il Premio Siris ha avuto la possibilità di sollecitare l’attenzione di tutte le istituzioni da quelle locali fin anche quelle regionali. Ha saputo far eco a livello regionale cercando di aprire una vetrina sulle identità di uno dei più bei borghi della Lucania. Unico con l’affaccio del Castello su una piazza. Sacrifici, impegno costante dei soci ma anche la “capa tosta” e la perseveranza della professoressa, Elisa Conte Colangelo, donna infaticabile nel testimoniare che la conoscenza è l’unica arma di salvezza di queste comunità che altrimenti sono destinate alla morte. Ed ecco allora il cammino tortuoso, infaticabile di tutti ma di tanti che in questi anni hanno cercato di costruire, un tassello alla volta, un percorso nuovo, diverso dalle solite feste di piazze, per studiare e capire da dove veniamo, cosa siamo e dove vogliamo andare. In questi decenni di premio tanti sono stati le personalità con l’ausilio della professoressa Elisa Conte Colangelo, oggi anche con la piena collaborazione della Pro Loco di Episcopia, passati per le strade di Episcopia. Vale la pena ricordare la presenza di Irene Pivetti, dell’Ambasciatore Eugenio D’Auria, del maestro Franco Rizzo e dello scrittore Giancarlo Pirazzini a cui nel 2012 furono donate le chiave del paese. Per ricordare nel 2013 il console generale del Venezuela Bernardo Borgès; l’astrofisico Sabatino Sofia, nato ad Episcopia, già direttore della Nasa e rettore università Yale, il generale dell’aereonautica militare in quiescenza Carlo Bertelè, l’imprenditrice russa Victoria Petrova. Nella terza edizione fu assegnata la prima borsa di studio intitolata al maestro Vincenzo Canneto, la prima vincitrice fu Fiammetta Viceconte che riportò il massimo dei voti alla maturità scientifica. Ci fu il riconoscimento del nastro d’Argento a Vincenzo Rosato, per aver diffuso i circoli lucani al Nord e al prof. Michele D’Alascio per il suo libro di poesie. Nel 2014 ci fu la presenza di Riccardo Nencini, Paride Leporace, Angelo Oliveto, Alexandre Ussurov, del giornalista Angelo Rossella. Ad agosto del 2015 il Premio Siris ospitò Vittorio Sgarbi, Nicola Timpone, Agnese Belardi, Pasquale Apicella, con una donna speciale Gaia Amaral conduttrice televisiva e attrice brasiliana naturalizzata italiana, di padre brasiliano e madre italiana, che vive e lavora in Italia. Poi il 2016 con il premio a Laura Valente nome d’arte di Laura Bortolotti cantante dei Matia Bazar e moglie del grande cantante lucano Pino Mango. Il 2017 il premio al campano Sebastiano Somma attore di cinema e teatro che è riuscito ad interpretare alcuni classici della commedia napoletana come “Miseria e nobiltà” e “Napoli milionaria!”. Ma il premio più significativo e di pregio fu a due donne di impegno culturale, storico e civile: Maddalena Falabella e Antonella Viceconti. La prima con l’associazione “A Castagna Ra Critica” da sempre impegnato nel recupero e nella valorizzazione della storia e delle costumanze non solo culturali, gastronomiche e religiose del territorio lagonegrese e non solo. Antonella Viceconti, all’epoca Presidente regionale del C.I.F, anch’essa una risorsa e un valore aggiunta dell’impegno nel sociale e in ambito civile. Due donne lucane riservate, di stile sobrio, ma di grande passionalità con il desiderio di accrescere la cultura in Lucania. Un premio anche al Professore Sisinni, docente universitario, da sempre conoscitore degli ambiti culturali della Lucania. Un premio Siris significativo a Giuseppe Lo Fiego ad un ragazzo di Episcopia famoso nella fotografia cinematografica di video naturalistici. Questo è Epicanto, questo è il premio Siris. Nessun può pensare di poterlo boicottare, oscurarlo o peggio condizionarlo fino a costringerlo a chiudere i battenti. Il premio Siris e i tanti che lo compongono e ci lavorano pensano da sempre ad una nuova Episcopia che crescendo (culturalmente) riuscirà a restare unita. L’edizione 2025, continua su questa strada, rimane forte nei momenti difficili continuando a tenere accesa la luce con Elisa Conte Colangelo a tenere forte e alto il vessillo con su scritto : #avantitutta”
Oreste Roberto Lanza







