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Maratea e il Santavenere. Una grande e lunga storia d’amore. Il nuovo libro della professoressa Tina Polisciano “Come in un romanzo. Gli anni della dolce vita al Santavenere” è un piccolo ed emozionante viaggio tra storia e identità, tra ricordi che fanno della memoria un pilastro importante per la vita di un borgo. Nel pamphlet di Tina Polisciano, appena centoventicinque pagine, c’è tutto: Una serie di pensieri e sensazioni, spesso legate a un senso di nostalgia, curiosità e appartenenza. La storia di un luogo, di persone importanti, vistose e meno rilevanti.
Semplici cittadini che hanno partecipato a dare luce a un luogo. Protagonisti autentici che hanno contribuito in prima persona alla nascita e crescita di un luogo come Maratea. La lunga storia della famiglia Rivetti: Il Conte Ezio Oreste Rivetti di Val Cervo e di suo figlio Stefano e il grandioso complesso industriale tessile che nasce in località Fiumicello di fronte a un mare che resta ancora oggi meraviglioso, incantevole, molte volte evoca sensazioni di stupore e meraviglia; un dipinto naturale che tocca l’anima. Ma è la storia del Santavenere, in fondo pochi conoscono, ad essere protagonista del lavoro dell’autrice. Ed ecco allora che l’autrice ormai autentica marateota (nata a Campagna in provincia di Salerno ma da oltre sessant’anni risiede a Maratea) sotto l’influsso di forti emozioni racconta di un altro luogo diventato importante e rilevante per l’anima di Maratea permettendo di esplorare e comprendere meglio la storia di una struttura su cui sono passati in tanti. La contessa Ciano, figlia di Mussolini, il principe Ranieri, il Duca di Windsor, per arriva a Silvana Pampanini nel 1956 quando ancora la struttura non era ancora completa. Una presenza importante quella della scrittrice Camilla Cederna che nel 1958 scrive: “Il Santavenere è un albergo di lusso sorto su una sponda stupendamente fiorita: niente rumori, nessuna mosca, anche le zanzare sono sparite”. Il cinema italiano e internazionale si fa verbo al Santavenere accogliendo nomi dal richiamo forte e deciso come Omar Sharif, Vittorio Gasman, Gian Maria Volontè. Franca Valer, Giuliana De Sio, Carlo D’Apporto, Alberto Sordi. Del grande attore romano, Tina Polisciano racconta un simpatico aneddoto. Durante il collegamento televisivo con “per l’edizione del “Premio Maratea” del 1983 domenica In” durante la trasmissione Alberto Sordi esclamo: “Questa mattina mi sono affacciato sul terrazzo della mia stanza e ho scorto il Cristo Redentore; inizialmente ho pensato di essere a Rio de Janeiro, città sicuramente più facile da raggiungere, ma vi posso assicurare che arrivati sul posto, si realizza subito di stare in Paradiso”. Non solo cinema e teatro ma teste coronate come la principessa Soraya, Alberto II e Paola del Belgio. Stilisti come Gianni Versace e il grande pittore Renato Guttuso. La canzone italiana è stata quella che più ha affollato questo luogo. Peppino Di Capri, Renato Zero, Mino Reitano, Nilla Pizzi, Fred Bongusto, Roberto Murolo Pino Daniele, Renato Carosone, Franco Battiato, Iva Zanicchi e tantissimi altri giovani presenti nel panorama italiano e internazionale. Il calcio ha avuto qualche presenza rilevante come il Presidente dell’Inter Ivanoe Fraizzoli e l’attuale del Napoli De Laurentis e l’avvocato dell’avvocato, Vittorio Chiusano. I politici hanno trovato anch’essi una sedia dove sedersi. Il Presidente della Repubblica francese Georges Pompidou, Amintore Fanfani, e il nostro Emilio Colombo. Una infinità di nomi che l’autrice menziona in maniera puntigliosa facendoli seguire da particolari racconti dei momenti vissuti. Tutto raccontato anche dal barman del Santavenere Fortunato Zaccaro. Un occhio particolare ripone all’attualità e all’importante appuntamento estivo: Il Marateale arrivato alla sua XVII edizione voluto e creato dall’infaticabile Nicola Timpone che tutti gli anni apre i suoi battenti al calare del sole per dare vigore a un filo invisibile tra realtà e cinema in un paesaggio di incomparabile bellezza. Pagine di naturale bellezza che hanno la capacità di catturare immediatamente l’attenzione del lettore tanto da farlo procedere rapidamente nella lettura senza quasi rendersene conto. Una testimonianza che resterà vivido nel cuore dei suoi marateoti, sicuramenti in tutti noi lucani. Un libro che fa riflettere sul valore della comunità, sull’identità culturale e sulla bellezza dei piccoli dettagli che compongono la vita di un borgo. Il prossimo 23 luglio la prima presentazione è prevista a Trecchina.
Oreste Roberto Lanza






