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“La storia siamo noi, nessuno si senta offeso”. Dice nel suo testo Francesco De Gregori scritta nel 1985. Dal 9 all’11 agosto torna nella citta di Senise l’appuntamento tanto atteso con “U Strittul Ru Zafaran”. Così si può dire per il famoso Zafaran crusk di Senise. Una prelibatezza, un prodotto di grande eccellenza, l’oro rosso lucano dal 1996 Igp della Basilicata. La storia del resto si crea con coloro che da sempre hanno intrecciato le collane affinché il sole caldo del nostro Sud le colorasse. Nella città di Senise le nuove generazioni continuano a respirare il profumo di chi ha costruito la storia del famoso Zafaran crusk e dove “zafaran” si riferisce alla parola araba che significa zafferano, per via della somiglianza della polvere ricavata dal peperone essiccato. Quella polpa sottile, un sapore dolce e un colore rosso porpora frutto di una essicazione al sole e poi fritto in olio extravergine d’oliva fino a diventare croccante. Solo la città di Senise può garantire una vera interazione di gusto, olfatto, consistenza e altri fattori sensoriali. Nei vicoli di Senise attraversandoli si può facilmente prendere per mano la tradizione e accompagnarla verso orizzonti nuovi verso luoghi diversi dal solito dove il prodotto potrà trovare nuova accoglienza e apprezzamento. Andare, assaggiare e portare un pezzo di questa importante tradizione lucana al di là del mare e delle montagne questo l’obiettivo principali degli organizzatori della manifestazione.

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.