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Matera ha un nuovo primo cittadino è Antonio Nicoletti. Eletto con 13.905 voti, pari al 51,3 per cento dei voti batte il suo concorrente Roberto Cifarelli  che resta ancorato al 48,7 per cento. Buona la percentuale di affluenza alle urne che si ferma al 65,2 per cento. Il centro destra a Matera ritorna in Viale Aldo Moro dopo diciotto anni. La domanda è: Chi ha vinto veramente nella Capitale della cultura 2019.  Ne abbiamo parlato con il primo cittadino Nicoletti che offre alla nostra redazione  tempo e ospitalità per parlarne e approfondire quello che sarà o avverrà nei prossimi mesi. Innanzitutto, lunedì 30 giugno è convocata la prima assise consiliare

Sindaco subito dopo il ballottaggio qualcuno ha scritto “A sorpresa passa Nicoletti”. È stato anche detto che la sua elezione non è soltanto un semplice cambio politico ma un segnale di fiducia per chi conosce il territorio. Per lei è stata una vera sorpresa oppure ci ha creduto fin dall’inizio? Quale è stato il suo primo pensiero?

“È senz’altro una manifestazione di fiducia nei miei confronti, che mi gratifica e mi carica di responsabilità. Non parlerei di sorpresa. Questo risultato è il frutto di un grande lavoro portato avanti con serietà, impegno e determinazione da una coalizione coesa e compatta, che ha saputo mettere al centro un programma chiaro, fatto di contenuti concreti e risposte reali ai bisogni della nostra comunità, sulle priorità da affrontare per migliorare la qualità della vita nella nostra Matera. Durante la campagna elettorale, abbiamo avuto modo di incontrare tantissimi cittadini materani, ascoltare le loro esigenze e confrontarci apertamente. Credo che proprio questo dialogo, unito alla credibilità delle nostre proposte, abbia fatto la differenza. La vittoria non è arrivata all’improvviso, né per caso, ma è il frutto di un percorso costruito giorno dopo giorno attraverso un confronto diretto e trasparente. E penso che questa autenticità alla fine sia stata premiata. Per questo oggi il mio pensiero va a tutti i cittadini di Matera. A loro voglio dire grazie, dal profondo del cuore. Grazie per la fiducia accordata, per aver creduto in questo progetto politico e umano. Da questo momento, per me e per tutta la squadra che mi accompagnerà, inizia una responsabilità enorme: trasformare quella fiducia in risultati, in atti concreti, in cambiamento. Lavoreremo ogni giorno, con impegno e passione, per essere all’altezza delle aspettative, per non tradire le speranze di chi ci ha scelto e per dialogare anche con chi non l’ha fatto. Perché da oggi siamo tutti parte della stessa comunità, e il nostro obiettivo è uno solo: costruire insieme il futuro di Matera”.

Matera guarda avanti, puntando su chi ha già dimostrato di saper fare. Dopo 18 anni, il centro destra si riprende Matera. Ma in mezzo c’è “l’Anatra zoppa”. Ha dichiarato che si cercherà una Giunta tecnica di alto profilo. Cifarelli capo dell’altra maggioranza, quella in Consiglio  comunale ( 18 su 32 ) ha dichiarato che sarebbe inutile una spesa su altri fronti. Ma alla fine i protagonisti sono i numeri come si dipana la matassa?

“Certamente, i numeri possono rappresentare una sfida, ma strada per governare c’è e la troveremo, perché abbiamo una visione chiara, una forte progettualità e una programmazione concreta. Lavoreremo sugli obiettivi condivisi, che sono quelli del nostro programma, con senso di responsabilità e un dialogo costante con tutte le forze e con i cittadini materani. Inoltre, posso contare su una coalizione coesa, composta da forze politiche che, pur nelle proprie specificità, hanno dimostrato compattezza e spirito costruttivo. Siamo uniti dalla volontà di rispondere ai bisogni reali della città e dei cittadini, e questo sarà il nostro vero punto di forza. Governare non significa solo contare i voti, ma saper costruire consenso attorno alle idee, ai progetti e ai risultati”.

L’idea trasformistica varata nell’Ottocento da  Minghetti ( destra) e Agostino Depretis( sinistra) con un programma di pochi punti, essenziali e necessari per far ripartire Matera alla conquista di una visibilità nazionale e internazionale da tempo ferma, potrebbe essere la svolta per governare una città e superare l’anatra zoppa?. Se fosse cosi quale sarebbe il primo atto da mettere sul tavolo per Matera che riparte?

“Governare una città è possibile attraverso un dialogo che parta dai cittadini, ma che coinvolga tutti, e che sia improntato sulla collaborazione costruttiva e finalizzato a far crescere Matera e lavorare per il suo bene. I primi atti del mio mandato saranno orientati al rafforzamento del ruolo istituzionale della nostra città, affinché torni ad avere il peso che merita nei tavoli decisionali regionali e nazionali. Serve una città presente e che faccia sentire la sua voce, ma che sa anche proporsi come punto di riferimento per progetti innovativi, di attrattività e coesione. Sul piano sociale, nessuno sarà lasciato indietro. Vogliamo partire subito con il welfare, tenendo al centro dell’attenzione le fragilità — anziani, famiglie in difficoltà, persone con disabilità, giovani senza opportunità — costruendo reti di prossimità, supporto concreto e politiche inclusive. Fondamentale sarà anche il rafforzamento del dialogo con i quartieri: i comitati, le associazioni, i cittadini organizzati non saranno spettatori, ma protagonisti. Sarà attivato un calendario permanente di incontri e ascolto nei territori, per dare voce ai bisogni reali e costruire risposte condivise. In parallelo, avvieremo un nuovo piano industriale cittadino che guardi al futuro, con incentivi all’imprenditorialità, e un forte investimento nell’innovazione. Il turismo, ovviamente, sarà un altro asse strategico: va rilanciato in chiave sostenibile e identitaria, valorizzando cultura, storia, natura e qualità dell’accoglienza, in sinergia con gli operatori del settore. Infine, l’innovazione sarà il filo conduttore: digitale, sociale, amministrativa. Introdurremo strumenti smart per migliorare i servizi pubblici e rendere la macchina comunale più efficiente, trasparente e vicina ai cittadini.
Abbiamo una visione molto chiara di una città che vuole unire e crescere passo dopo passo”.

Un pensiero a caso. Si dice sempre ciò che distingue le capacità di un uomo non è la contingenza in cui si muove  ma come l’affronta. Tra l’utopia del dover essere e sull’essere realtà può servire saper sfruttare la massimo la sorte massimizzando i vantaggi cercando di minimizzare le perdite pur di far vincere la gente materana?

“Tra l’essere e il non essere, scelgo l’essere. Pur tra qualche possibile difficoltà che inevitabilmente si incontreranno nel percorso, voglio essere un Sindaco in grado di creare nuove opportunità per i miei cittadini e cittadine e per l’intera città di Matera”. C’è voglia di fare e coraggio di andare fino in fondo. La sensazione è forte : Il Centro Destra non si fara sfuggire nuovamente l’occasione.

Oreste Roberto Lanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.