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Lunghe liste d’attesa, borghi non in connessione sanitaria tra di loro, popolazione che continua ad avere un’età rilevante ed importante, strutture sanitarie che continuano a soffrire per mancanza di personale ordinario ma anche specializzato. Il nostro viaggio nella sanità lucana continua al di là di qualche promessa elettorale.
Siamo a Marsico Nuovo, in provincia di Potenza. Oltre tremila abitanti con 61 parrocchie (6 vicariati) allocato su tre colline che dominano la Val d’Agri. Incontriamo il giovane sindaco Massimo Macchia fresco di elezione (2022) che ben governa un territorio che per primo ha sviluppato la formula recettiva del borgo albergo diffuso. Una breve camminata per parlare anche qui di Sanità.
Sindaco, la sanità in Basilicata non vive una buona stagione. I dati evidenziano diverse criticità. Ma nei territori, nei Comuni il dato sembra diverso. Il suo comune può raccontare cose diverse?
“Il mio comune vive le stesse difficoltà degli altri centri. Oltre al dramma dello spopolamento, viviamo l’impoverimento dei servizi che si aggiunge ad una popolazione sempre più anziana. A questo si aggiunge il fatto che molti medici vanno in pensione e che non c’è un adeguato ricambio, quanto meno sotto il profilo numerico. Inoltre, i medici giovani, spesso vengono da altri centri e anche questo, sotto un certo punto di vista impoverisce la prestazione sanitaria di prossimità. Il punto è che si deve distinguere tra prestazione sanitaria di prossimità (medico di base) e quella specialistica che dovrebbe essere fornita dagli ospedali. È tempo di ripensare il sistema e avere il coraggio di fare scelte forti: ha senso avere un territorio con molti ospedali (17) e pochi centri di eccellenza?”
Come tutti i comuni lucani la percentuale di popolazione anziana è sempre alta e sempre da attenzionare. Cosa nel suo comune, si sta facendo oppure si è fatto o cosa sarebbe utile fare?
“L’aumento dell’età media fa il paio con lo spopolamento. La politica oggi deve pensare a misure per i più anziani per non farsi trovare impreparati. Per altro, investire nei servizi pensati per i più anziani, restituisce anche nuove opportunità lavorative”
Un pensiero sorge spontanea. Si dice che mancano i medici postazioni di guardia medica ma non è che alla fine manca un piano concreto di unire i territori secondo le esigenze che si manifestano nei suoi comuni?
“Sui medici di guardia non si può transigere. Sono il minimo sindacale e i comuni non possono essere lasciati senza… Su questo non possono esserci deroghe o accorpamenti”. Poche parole, brevi e concise. Del resto sulla salute pubblica, del singolo cittadino e, soprattutto, degli anziani l’accademia delle parole è poco gradita. Fare e basta, senza sventolare soldi che poi restano nel cassetto e la gente è costretta a spopolare.
Oreste Roberto Lanza






