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Massimo D’Onofrio nel ruolo di ‘Civuddin’ il gran Turco per la famosa parata dei Turchi di Potenza ci sarà o non ci sarà?. Sulla storica parata con oltre mille comparse prevista come da programma annuale il prossimo 29 maggio montano le prime osservazioni, in alcuni casi anche qualche contestazione ma molte invece appaiono le preoccupazioni. Sui social la questione ha preso piede in poche ore acquisendo anche sfumature politiche sull’assegnazione di uno dei ruoli principali della storica parata dei Turchi che in occasione dei festeggiamenti patronali in onore di San Gerardo la sera del 29 maggio sfila tra le vie del capoluogo lucano. Una parata che racchiude dentro di se da sempre storia e arte che da sempre viene raccontata anche con immagini da parte del fotografo potentino Rosario Claps. Un momento identitario e patrimonio immateriale condiviso da tutta la comunità potentina racchiuso in una grande manifestazione popolare in cui il sacro e il profano, come è tradizione in tutta la Lucania, convivono in una città che diventa palcoscenico reale di una suggestiva rievocazione storica. In ogni caso il tutto resta ancora una leggenda del XII secolo dopo Cristo San Gerardo sia giunto con la sua schiera di Angeli illuminati, mettendo in fuga gli invasori turchi e/ o islamici. In realtà sembra che la manifestazione si colleghi alle “feste di maggio” celebrate in tutta la Basilicata, come il Rito della Uglia di Pignola, con le quali si intendeva cancellare la negatività e le ristrettezze della stagione invernale, per accogliere l’abbondanza e la prosperità portate, invece, dalla stagione estiva. Un appuntamento immancabile dove per le strade della città risuonano squilli di tromba , rullo di tamburi , la melodia dei timpani, le percussioni della grancassa , dei fusti in legno e membrane in pelle gli strumenti a fiato e gli organetti per le tarantelle. I contadini e gli artigiani prendono possesso della città, animando la parata e vivendo un giorno di sovranità popolare, sotto la maschera del Turco o sotto la maschera del cavaliere vincitore, in ogni caso esorcizzando la paura. C’è poi un nucleo essenziale costituito dagli elementi scenografici che raffigurano San Gerardo, la nave e la guglia, gli armati e la corte potentina, gli armati turchi, il Gran Turco sulla carrozza, i portatori e i bambini. Momento emozionante l’accensione della “ laccara” un fascio di canne e legna dal peso di una tonnellata a piazza Sedile che ricorda il momento in cui San Gerardo ed i suoi angeli hanno respinto i Turchi dalla città, con l’accensione della “laccara” un fascio di canne e legna dal peso di una tonnellata. Insomma la storia e le forti identità non posso essere messe in discussione tanto i cambi di storici personaggi.

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.