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La storia della Banda di Francavilla in Sinni è tutta nelle mani della famiglia Pisani. La morte improvvisa di Giambattista Pisani, capobanda fino all’ultimo, musicista da sempre apprezzato, storia autentica di un viaggio musicale, insieme con Salvatore, che va oltre i cento anni di vita permette di ricordarlo raccontando, in una breve sintesi, i respiri musicali, quegli accordi prima delle suonate di grandi opere e poi gli applausi che la piazza di Francavilla, ma non solo, ancora riserva a questi musici, cultori di grandi note.
Diceva Paolo Conte, cantautore, paroliere, pianista di formazione jazz, considerato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani, prima di uno dei suoi tantissimi concerti disse: “La vera musica sa far ridere e all’improvviso ti aiuta a piangere”. Vero. A volte la musica ha il grande potere di riportarti indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, provando contemporaneamente nostalgia e speranza. Un suono musicale ben ricamato può dire ciò che non si può tacere. La musica ben composta aiuta a sentire dentro il silenzio che a volte c’è fuori. Noi lucani abbiamo tutti dentro il nostro petto, nel silenzio del nostro animo, il suono di un clarinetto, di un tamburo, di una tromba delle bande dei nostri paesi. La Banda di Francavilla in Sinni è tutto questo. Una storia ultra centenaria che ha visto le genti di questo luogo vivere momenti di grande gioia e non solo. Una banda diventata nobile tradizione musicale per tutta la valle del Sinni. Un percorso dove le pagine di storia indicano la nascita sul finire dell’ottocento, quando alcuni cittadini del luogo, associandosi in nome della nota musicale, hanno deciso di studiare spartiti e strumenti a fiato. Dal maestro Pietro Ferrara, diplomato al prestigioso Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, al maestro Pantaleo De Giorgi e, negli anni Cinquanta, ancor vivo nel ricordo di molti concittadini, il maestro Salvatore Pisani, la prestigiosa banda ha saputo dare un tocco di meraviglia a questo luogo di socializzazione e di grandi valenze economiche. Sono ancora vive le migliori suonate che precedono la festa della madonna del Carmine, quelle del mese di agosto dove le genti francavillesi di ritorno da un anno di fatica dalla città del nord, seduti sulle scale delle case circostanti o sulle sedie portate per l’occasione, godono ancora oggi dei concerti in piazza Amendola, in piazza Mainieri. Come si può dimenticare quel suono gradevole che ti svegliava la mattina presto del 9 agosto che indicava a tutti, l’inizio dei festeggiamenti dei santi patroni del paese, San Felice e San Policarpo. Spirito di sacrificio, dedizione e grande passione della famiglia Pisani ha permesso di educare anche nuove generazioni ad una sensibilità musicale perfezionata all’interno di diversi Conservatori. Ricordare per non dimenticare una tradizione che è già oltre i cento anni. Una Tradizione che ha fatto di Francavilla in Sinni una vera capitale della musica. “Francavilla in Sinni è stata ed è da tempo capitale della musica – ha sottolineato Sergio Cupparo, Presidente associazione Culturale Amici della Musica “Salvatore Pisani”, nella valle del Sinni, interrotta soltanto cinquant’anni fa (17 luglio 1957) da un funesto avvenimento per la morte del maestro e proprietario della banda Salvatore Pisani”. Parole ben dette che oggi sentono il venire meno di altra grande personalità di questo meraviglioso viaggio che non finirà ma continuerà verso ancora albe migliori. Del resto diceva un vecchio adagio : “Quando una banda vera riesce, con i propri suoni a dare senso alla musica, il popolo potrà liberarsi da tutte le miserie in cui si trascina la massa”. Probabilmente l’intento di Salvatore Pisani e di Giambattista Pisani è stato da sempre questo : attraverso la musica e una banda dare luce al proprio paese.
Oreste Roberto Lanza






