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Applausi a scena aperta da parte degli oltre duemila spettatori accorsi per vedere Enrico Brignano, in una dei cinque  spettacoli previsti al Team di Bari, dal 22 al 26 gennaio, per i suoi “7 Re di Roma”. Oltre due ore mezza di spettacolo per raccontare i primi 244 anni di storia di Roma da quando i sacri colli erano abitati da figure fantastiche fino all’ultimo dei sette Re. Una “leggenda musicale” che ha fatto la storia del teatro italiano, che il grande attore romano Enrico Brignano ha riportato sul palco un racconto scritto da Gigi Magni e musicato da Nicola Piovani: Uno spettacolo della grande tradizione targata “Garinei e Giovannini” e che vide il primo protagonista in scena il grande Gigi Proietti. Negli oltre due ore e mezza di spettacolo Enrico Brignano è riuscito a trovare un giusto equilibrio tra tradizione e tempi moderni, rispettando il copione originale con un’attenzione ad una fruizione più adatta al pubblico odierno, abituato alla rapidità e a durate più contenute. I 7 Re all’origine della fondazione di Roma si susseguiranno, in un rocambolesco alternarsi di travestimenti di Brignano, tra canzoni, balli e vicende più e meno note, riconducibili agli albori della storia. Tra mito e realtà,  con i modi suoi propri,Brignano è riuscito a riportare indietro nel tempo le lancette della storia con l’obiettivo di lasciare intendere  come la natura dell’uomo resta sempre la stessa e, a distanza di secoli, ciò che persegue è ancora l’ideale di libertà che rende una vita degna di essere vissuta. Alla fine dello spettacolo lo stesso Brignano in uno dei suoi esilaranti monologhi ha precisato: “ Questo spettacolo, è un omaggio a Proietti, a Magni, a Piovani, a Garinei, alla Capitale”, lo “spettacolo del mio cuore. Ricordo che noi giovani attori del Laboratorio di Gigi, appunto 35 anni fa, eravamo estasiati da questo show e lo imparammo tutti a memoria, in una vera fase di innamoramento del teatro e del nostro Maestro”. Un applauso va fatto alla sua compagnia composta da Simone Mori nel ruolo di Giano, Pasquale Bertucci, Lallo Circosta, Giovanna D’Angi, Ludovica Di Donato, Michele Marra, Ilaria Nestovito, Andrea Perrozzi, Andrea Pirolli, Emanuela Rei ed Elisabetta Tulli. Solisti Andrea Baldini, Luigi D’Aiello, Michela Delle Chiaie, Ilaria Leone, Lorissa Mullishi, Raffaele Rudilosso, Marco Stella e Camilla Tappi. Scene di Mauro Calzavara, disegno luci di Marco Lucarelli, costumi di Paolo Marcati, coreografie di Thomas Signorelli, regista assistente Pierluigi Iorio. Uno spettacolo che invito a vedere per capire le dinamiche anche politiche che continuano a rimanere identiche nella nostra attualità. Bellissima la frase nel momento della rappresentazione del periodo dell’imperatore Anco Marzio : “la politica è sempre ipocrisia e non può non creare danni”.

Oreste Roberto Lanza

 

 

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e laureando per la Facoltà di Scienze Politiche in Relazioni Internazionali, attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.