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“La Storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo”. Queste le parole della famosa canzone “La Storia” composta nel 1978 dal grande cantautore romano Francesco De Gregori per raccontare come un tempo buono possa essere il prodotto di quello fatto ieri. Un passato dove ognuno è stato di aiuto per sé stesso e per gli altri. Le parole servono per raccontare una classe di vita, una generazione composta da attuali uomini cresciuti non sempre nella bella vita. Nel piccolo disagio aiutati da un cuore buono è una mente limpida sono diventati gente che della responsabilità ne hanno fatto arma vincente.
Stiamo parlando dei sessantenni, nati sotto l’albero dell’anno 1964 che la comunità di Francavilla in Sinni ha voluto ricordare. Meglio dire, insieme si sono voluti ritrovare organizzando un incontro per riportare a galla ricordi apparsi ormai sbiaditi dal tempo che scorre inesorabilmente.. Ma i ricordi sono più forti dei semplici pensieri, tanto che in un batter di ciglia è stato stabilito il luogo, Salerno, e tutti, o quasi, si sono ritrovati nel punto il più nobile del tempo che scorre: Una tavola imbandita per rimettere insieme, come si dice con termini religiosi, pensieri, opere e omissioni. I sessantenni di Francavilla in Sinni appartengono a quel tempo in cui era in vigore il principio prima studi, poi compri casa, ti sposi e fai un figlio. Quelli a cui gli è stato ripetuto sempre che se salti uno solo di questi passaggi, hai fallito. La classe dei sessantenni della comunità francavillese, chiamati da qualcuno senza memoria, boomer, conservano storia, identità forte, tradizioni, costumanze difficili da sradicare. Neanche l’attuale tempo, inutile, riesce a portare via perché ben conservata la ricetta di vita. Neanche un forte vento di tramontana riesce strappare questo “documento” prezioso dalle mani di questi uomini della responsabilità. Una giornata passata a raccontare circostanze risapute ma anche quelle finalmente venute a galla dopo l’intervento della cosiddetta prescrizione. Occhi lucidi, sguardi felici, momenti di sereno dialogo in cui lo stimolo a continuare nelle battaglie di vita è diventato un attimo di sereno confronto. Non sono mancate gli istanti dedicati ai sorrisi, per riportare a galla le birichinate, bricconate belle e lecite del tempo ormai trascorso. La nostalgia si è fatta verbo, poi, quando il tempo ha imposto il ritorno a Itaca e alla frenesia del lavoro impositore. Ma gli scambi dei numeri di telefono sono diventati l’attimo ultimo per non perdersi più restando legati all’ancora di questa nave del tempo ritrovato. Soddisfazione per il ricordo è stato manifestato dal sindaco di Francavilla in Sinni, Romano Cupparo, presente anche se da lontano con un proprio pensiero e dell’intera amministrazione: “Seppur a distanza, la giornata organizzata da noi nostri sessantenni, è stata un momento emozionante. Porgo i più calorosi auguri a tutta la classe ‘64 francavillese. Abbiamo rivissuto frangenti di infanzia ed aneddoti che rimarranno per sempre scalfiti nel cuore di tutti. Un augurio sincero a tutta la classe ‘64”. E’ stato un grande rumore che ha rotto un silenzio speriamo che la storia di questi ragazzi- uomini non si fermi davanti a niente.
Oreste Roberto Lanza







