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Sabato 25 settembre, ore 19:00, nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi, nel cuore del borgo antico di Bari, saranno rivelati i nomi dei tre vincitori della IIª edizione del Premio Letterario Vittorio Stagnani. Nel corso del gran gala verranno assegnate anche tre menzioni speciali pensate dalla giuria d’eccellenza. In scaletta un monologo dedicato alla solitudine dei personaggi femminili del teatro.

Il Premio Letterario Vittorio Stagnani è organizzato da BiBart, la Biennale Internazionale di Arte di Bari e Area Metropolitana, per questa edizione in collaborazione con Puglia Family e il Rotary Club di Cerignola. Un’iniziativa volta a mantenere viva la memoria del giornalista, scrittore e insegnante Stagnani, ma anche e soprattutto ideata al fine di aggiungere un motivo di aggregazione sociale al panorama culturale cittadino, regionale e oltre, stimolati dalla scrittura e dalla lettura. Il Premio punta a ricevere candidature di racconti brevi a firma di autori, indipendentemente se già navigati o meno, in grado di mettere a nudo i propri sentimenti e sensazioni. Tema individuato per il 2021 la solitudine, da declinare in tutte le sue sfaccettature.

Madrina della serata sarà Daniela Guastamacchia, a lei è affidata la conduzione dell’evento. Tre grandi ospiti si alterneranno sul palco per rievocare ricordi legati all’amico Vittorio tre grandi ospiti: Franco Ricatti, rinomato ristoratore pugliese in attività dal 1980, che lungo il corso della sua carriera ha raccolto successi riconosciuti da tutte le critiche nazionali ed estere, da sempre stellato Michelin; Enzo del Vecchio, noto giornalista professionista e documentarista, fotoreporter, radiocronista per gli eventi sportivi internazionali più di rilievo e curatore di pagine di cronaca dalla Puglia per le più importanti testate; Alfredo Sgaramella, psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Centro di Salute Mentale di Mola di Bari, divulgatore scientifico in Italia e in ambito internazionale, da sempre impegnato nel sociale per la prevenzione e diagnosi delle problematiche psico-sociali. Ognuno di loro avrà anche il piacere di consegnare una menzione speciale agli scrittori risultati meritevoli di questo riconoscimento. A prendere la parola per il Comune di Bari ci sarà l’Assessore con delega alla Cultura, Ines Pierucci. Ad allietare la manifestazione e far riflettere sul tema della solitudine ci penserà l’attrice Isabella Careccia con uno stralcio di uno spettacolo a sua firma.

La giuria chiamata a valutare tutti i racconti in concorso si è andata a formare con gli stessi Enzo del Vecchio e Alfredo Sgaramella, ma anche con l’essenziale apporto della professoressa, già dirigente scolastica Valeria Cristiano e del cardiologo Presidente del Rotary Club di Cerignola

Francesco Dibiase. Presidente di giuria FaBrizio Stagnani, figlio dell’autore a cui è intitolato il Premio.

“Greguro”, “Amuleila” e “Io non so vivere senza la vita”, questi i titoli delle tre menzioni speciali ideate dalla giuria i cui nomi sono ispirati a titoli di libri scritti o curati da Vittorio Stagnani e rispettivamente pubblicati nel 1981 dalla Ecumenica Editrice, Edizioni Levante nel 1986 e Adda Editore, 2017.

I tre racconti premiati sono stati raccolti in un volume curato ed edito da Adda Editore, partner del Premio; gli scrittori, inoltre, riceveranno una magnifica scultura ideata, progettata e realizzata da BiBart raffigurante i caratteristici lampioni del lungomare barese.

La prima edizione, nel 2019, fu vinta da Gianfrancesco Moscatelli, con “La Negra”, mentre il secondo posto fu riconosciuto a Riccardo Filograsso, per il racconto “La salvezza”, ed il terzo a Rita Lopez, che si candidò con “Compa’ Rafaiele”. Menzioni speciali della giuria furono attribuite a Olga Frate e Gaetano Barreca.

Per raccontare sommariamente, a chi non avesse avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, Vittorio Stagnani nacque a Roma il 28 aprile 1942, da padre forlivese, Nicola, e madre barese, Letizia Columbo. A suo nonno garibaldino, Tommaso Columbo, fu intestato nella città di Bari l’omonimo viale per meriti da imprenditore e in quanto tra i fondatori della Camera di Commercio di Bari. Vittorio è stato prima di tutto giornalista, conduttore e redattore del primo telegiornale di Telebari, tra le prime emittenti private d’Italia, nel 1972. Innumerevoli le collaborazioni con testate giornalistiche, a partire da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Corriere del Mezzogiorno”, “La Repubblica”, “Epolis”, “Leggo”. Grazie all’agenzia di stampa NEA i suoi articoli, principalmente riguardanti la cultura barese, pugliese, hanno raggiunto tutta la nazione; “Nel mese” e “Arte Bianca”, sono solo due dei periodici con i quali ha lavorato. Oltre a Telebari, tra le emittenti vanno ricordate le collaborazioni con Telenorba e Antennasud, per le quali ha realizzato programmi e servizi televisivi. Svariate le apparizioni in Rai ed altre realtà locali come ad esempio TRM. E’ stato autore letterario di narrativa e saggistica. Trenta i libri pubblicati. Memorabili “Essenze Selvagge”, 1969 – Edizioni nel Mese; “…e buttati! Agre storie di paracadutisti”, 1974 – Casa Editrice Agielle; “Puglia Fuori Strada”, otto ristampe, 1976 – Arti Grafiche Lecchesi; “Puglia Sacra”, con foto di Paolo Longo, del 1980 – Ecumenica Editrice; “Greguro”, 1981 – La Tecnografica; “Amuleila e altri sogni”, 1986 – Edizioni Levante; “Puglia Pane”, 1994 – Uniongrafica Corcelli; “Maschere apotropaiche in Terra di Bari” , 1997 – Uniongrafica Corcelli, con foto di Vittorio Arceri, dello stesso anno ed editore “Bancarella Mediterranea”; del 2001 con Bracciodieta Editore, “Sagre di Puglia”; “Cucina vecchia buoni piatti di Puglia e Lucania (e non solo)”, 2004 – Progedit; “La luna e la focaccia”, con illustrazioni di Michele Damiani, 2011 – Progedit; “Nero di seppia”, 2015 – Adda Editore; “Lucania Fuori Strada”, scritto insieme a Corrado Palumbo”, 2016 – Progedit. Messi in scena sul palco del “AncheCinema” di Bari le vicende narrate in “Le avventure di Sabino nell’orto magico”, edito da “La Vallisa” nel 2008. Come insegnante di italiano, storia e geografia, ha lavorato presso la Scuola “Melo da Bari” e Scuola “Luigi Lombardi”, rispettivamente sotto la direzione dei Presidi Francesca Marangelli e Ugo Castorina. Innumerevoli le attività degne dell’attenzione della stampa da lui organizzate e promosse, fra iniziative culturali, spettacoli teatrali, non da meno proteste pacifiche e organizzazioni di percorsi didattici, tra i primi ad accogliere comunità extracomunitarie in aula per i corsi serali dedicati ai lavoratori. Vittorio è stato anche pittore, con all’attivo svariate mostre, in particolar modo concentrate fra gli anni ’80 e ’90, presso gallerie d’arte in Bari e Puglia ed Illustratore acquerellista di molte delle sue opere letterarie. Scopritore, insieme ad altri suoi cinque amici, il 27 luglio 1968, nel Canalone di Fesca di Bari, di un fossile di balenottera, lungo 12 metri, risalente a 1,7 milioni di anni fa. Il fossile, a cui venne dato il nome di “Annalisa”, è ora custodito nel Museo di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Bari. Organizzatore di eventi culturali di promozione del territorio. Speleologo, paracadutista civile, escursionista, naturalista, ambientalista, cuoco, cultore delle tradizioni e del folklore popolare pugliese e lucano. Ricordato da tutti in sella alla sua bicicletta con la quale solcava la città in lungo ed in largo, in tempi durante i quali non vi era alcuna abitudine all’utilizzo di mezzi ecologicamente sostenibili. Iconiche le immagini che lo ritraggono con il cestino colmo di spesa o di giornali.