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“A settecento anni dalla morte di Danti Alighieri, vorrei girare un film sulla Divina Commedia. La grandezza della trama e il coraggio di penetrare spazi sino a quel momento preclusi alla cultura fanno di Dante una figura maestosa per la letteratura di tutti i tempi, che gli italiani hanno il privilegio di apprezzare in fondo, perché con la traduzione si perde innegabilmente qualcosa. Noi russi adoriamo l’arte e la letteratura italiana, il cinema, il carattere del vostro popolo”.

Così il regista Aleksandr Sokurov, classe 1951, intervenuto a distanza nel corso della diciannovesima edizione dell’Ischia Film Festival. Sokurov, Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia con “Faust” nel 2011, ha introdotto la proiezione del suo capolavoro “Arca russa” (presentato in sala dall’attore Aleksej Nejmyšev). “A quel film, che ha richiesto tempi lunghissimi di preparazione, hanno contribuito cineasti tedeschi, francesi, giapponesi e svizzeri, tutti appassionati alla mia idea. Abbiamo trovato, insieme, un nuovo alfabeto cinematografico, dimostrando per esempio che il montaggio non è intrinsecamente necessario all’esistenza del cinema. La collaborazione del museo Ermitage è stata fondamentale: nessun altro museo al mondo avrebbe potuto seguire così tanto un regista così maniacalmente curioso nei confronti del luogo. Ecco, il mio film è questo, soprattutto: un inno al museo. E mi spiace che oggi in Russia questo, come molti altri dei miei film, sia vietato”.

Intenso il suo affresco sulla solitudine degli uomini che governano il mondo. “Nella mia ‘Tetralogia del potere’ ho raccontato le figure di Hitler, Lenin e Hirohito. I leader oggi sono ancora più soli: tra loro sono in pochi quelli che hanno talento e molti non conoscono a fondo la storia dei popoli che governano. Oggi uno Stato moderno che non sostenga l’arte e la cultura non serve a nulla”.

Sokurov ha a lungo ringraziato il direttore artistico dell’Ischia Film Festival, Michelangelo Messina: la rassegna ha già annunciato la sua presenza per la prossima edizione, quella del ventennale.