Tempo di lettura: 3 minuti

È in calo anno dopo anno il numero delle patenti. Questo è un importante indicatore di come la tecnologia ed Internet siano riusciti a sostituire l’automobile nei desideri dei più giovani.

«L’impatto della sharing mobility sulle persone è di grandissima portata: già oggi si può intraprendere un viaggio di 20 minuti ad un costo variabile —in relazione alla combinazione di mezzi scelti— tra 50 centesimi e 5,3 euro» sottolinea Claudio Ortenzisenior analyst di GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com), azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

L’utilizzo di internet e più in generale della tecnologia inducono a “viaggiare” sempre più spesso in rete e —per gli spostamenti fisici— a ricorrere precipuamente alla micromobilità, il cui incremento medio nell’ultimo anno è stato più che quadruplo (+202%) rispetto a quello del carsharing (+48%). 

Dopo un breve crollo iniziale che si è potuto registrare durante il primo lockdown, l’emergenza sanitaria ha paradossalmente portato ad un’esplosione del fenomeno della mobilità condivisa, soprattutto per quanto riguarda la micromobilità: monopattini (+554%), scooter (+26%) e biciclette (+25%), ritenuti più sicuri rispetto ai veicoli chiusi.

A snocciolare questi numeri —basandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore— sono gli analisti di GreenVulcano Technologies. Il valore medio —calcolato sull’incremento del numero di veicoli— indica che per la micromobilità la crescita è del +202%.

Se a ciò si considera anche la funzione di servizio- come osservano gli stessi analisti- il 2020 si chiuderà con un numero totale di ben 54 milioni di spostamenti in condivisione, un numero impensabile fino a pochi anni fa.
 Eppure la tendenza verso la sharing mobility sta prendendo sempre più piede, tanto da essere riuscita a spingere l’industria automobilistica a ricalibrare il proprio modello di business tenendo appunto ben presente la sharing economy.

A tale proposito, Marco D’Ambrosio-il responsabile del business development di GreenVulcano Technologies- sottolinea che «Entro il 2021 in Italia la sharing economy —includendo le sue 5 macro aree (finanza collaborativa, alloggi tra privati, condivisione di veicoli, servizi domestici on demand e servizi professionali on demand) potrà valere fino all’1,3% del Pil, ben 25 miliardi di dollari. Ma le vere protagoniste della crescita di questo settore sono le piattaforme di condivisione dei servizi di trasporto che entro il 2025 arriveranno a rappresentare il 40% del totale del mercato»

Infine, va precisato che GreenVulcano Technologies  —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— ha accompagnato verso la sharing economy aziende di ogni dimensione, includendo i grandi colossi come Octo Telematics —il famoso player delle «Cinquecento rosse»— e eDriving, impegnato ad aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.