Tempo di lettura: 5 minuti

""
Cosimo Damiano Damato

La luna nel deserto” e “Fernando l’ultimo poeta rivoluzionario venuto dal Sud”, sono due opere d’autore di Cosimo Damiano Damato, entrambe le opere sono disponibili, gratuitamente e on demand, per tutto il periodo di Natale. In modo particolare, il cartoon "La luna nel deserto", di Cosimo Damiano Damato (2008, 30′) – scritto con il Premio Campiello Raffaele Nigro, vede le  voci di Leonardo Metalli, Violante Placido, Caterina Sylos Labini, Renzo Arbore, Michele Placido, Arnoldo Foà, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo, Angelo Tumminelli, Savino Zaba e Attilio Romita musiche Radiodervish/Violante Placido– è disponibile da domenica 20 dicembre e fino al 10 gennaio sulla piattaforma www.ondemand.festivaldelcinemaeuropeo.com per l’evento “Festival sotto l’albero” del Festival del Cinema Europeo.

""

"La luna nel deserto" presenta una trama luminosa e intensa, onirica, poetica e concreta e ha come protagonista la favola della colomba Desdemona e della gazza Cola Cola che dona le ali della fantasia a temi come la sopravvivenza, l’aspirazione alla felicità, il contrasto e l’integrazione fra mondi diversi. Dalle oasi nel deserto sino alla costa del Mediterraneo – seguendo il consiglio di una luna ammaliante – Cola Cola tenta il viaggio verso i paesi del benessere, l’isola del Grano e del Miglio. E così il film diventa fulcro d’un messaggio sociale imbevuto di ironia e poesia grazie alle voci eccellenti che doppiano i personaggi del cartone animato d’autore. “Un film, come ci suggerisce Vincenzo Mollica- poetico che tocca e sconquassa il cuore”.

Al fianco di Damato per l’animazione il visual artist c’è Giancarlo D’incognito con il quale ha poi condiviso altri lavori animati, fra cui i videoclip musicale "Dalla pace del mare lontano" e "La fine di tutti i guai" di Sergio Cammariere. Tale film, inoltre, è stato Special Screenings all’Industry della 65^ Mostra del Cinema di Venezia.

"Fernando l’ultimo poeta rivoluzionario venuto dal Sud" ( 2018’17), invece, è disponibile sulla piattaforma https://sarnofilmfestival.teyuto.com/app/main. Il film ricorda Fernando Di Leo il quale scrisse un libro di poesie dal titolo "Le intenzioni", oggi riscoperto oggi grazie alla Cineteca Nazionale. Alla sceneggiatura ha collaborato (insieme a Damato) il critico Luca Pallanch.

""

La trama: Di Leo poeta è straordinario, il suo sguardo civile è potente, pasoliniano e corsaro nei versi, a volte quasi profetico, di quella rivoluzione che sarebbe arrivata otto anni dopo. Le sequenze ispirate alle poesie diventano quadri in movimento che rivelano un giovane intimista capace di leggere la sua terra, il suo sangue, le tradizioni con una cifra visionaria potente, rivivono così personaggi come Argiumas che si ritrova su una spiaggia a ricordare un tempo perduto attraverso la danza di un vecchio carillon con flashback frammentati da “Avere vent’anni”. Lo stesso Damato interpreta un personaggio visionario che ricorda El Topo di Jodorowsky che per la sua appassionata ricerca del senso della vita fluttuante viene avvicinato dall’autore pugliese alla ricerca poetica del giovane Di Leo. La riscoperta di Fernando Di Leo poeta (già celebre regista, amato da Quentin Tarantino che si è ispirato alle sue pellicole per i suoi lavori) assume oggi un grande valore per la poesia del novecento.  “ Fernando di Leo – si legge nelle note di regia di Damato –  ritorna nel suo Sud come Odisseo dopo tanto girovagare per i mari dalle onde di pellicola in balia di spietate sirene, ritrova l’incoscienza rivoluzionaria giovanile nei versi de Le intenzioni, visitando un tempo in cui il corpo è svanito, vi abita solo l’anima, in scenari desolati e poetici, un soffio che ritorna vita. Una voce off, quella di Michele Placido, disegna la danza di un tempo immobile, gli amori, le speranze, le contestazioni e le visioni. Ogni scena è concepita come una architettura lontana, i paesaggi contemporanei si spogliano della presenza umana, fino a dissolversi negli elementi in cui ritrovare i sensi in uno struggente commiato alla vita celebrandone il volo in una filosofia di fisica quantistica. Attraverso questa piccola storia rivivono i suoi versi giovanili ed insieme alla poetica (che attraverso le sue inquietudini ne anticipa anche le visioni autoriali registiche metterà in campo negli anni settanta) il regista Cosimo Damiano Damato (nato a Margherita di Savoia a pochi chilometri dalla San Ferdinando di Puglia di Di Leo) racconta anche il loro Sud, quello magico e maledetto di un mondo ormai scomparso. Fondamentale è il pensiero espresso da Renzo Arbore: rileggendo queste poesie inedite scopriamo “un uomo saggio, profondo, appassionato, pieno di nobili intenzioni per la vita e per gli altri”.

Il film è stato presentato in anteprima al Bif&st di Bari, il festival d’autore diretto da Felice Laudadio. Il suo viaggio in versi sono una vera perla preziosa di questa rinascita, attesa e dovuta. Questo lavoro è anche un atto d’amore di Damato per la sua terra, da Margherita di Savoia lungo tutto il tavoliere, la fotografia sapiente è di Gianni Galantucci. Il film breve presenta anche una contaminazione fra musica, voce e alcune brevi sequenze da “Amarsi male” con un inedito e giovanissimo Lucio Dalla alle prese con le rivoluzioni studentesche.