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Giuseppe Mastrangelo

Se si cerca un romanzo avvincente che racconti di sensi di colpa e di una difficile redenzione, e che tratti con profondità del mondo controverso del giornalismo televisivo, allora Fuori onda è la scelta giusta. Giuseppe Mastrangelo presenta un’opera che ha il suo cuore pulsante nella ricerca della verità; un proposito quasi impossibile quando si vive in un mondo di apparenze, come lo è la realtà televisiva. Un microcosmo in cui tutto è deciso a tavolino, e i cui demiurghi sono i poteri forti che, dall’alto, determinano cosa sia vero e cosa sia falso, spesso mischiando totalmente le carte e donando arbitrariamente un valore positivo a ciò che è negativo e viceversa. In questo scenario per certi versi apocalittico si staglia un uomo e professionista che è stanco di servire questi poteri e le menzogne che propinano agli ignari telespettatori.

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A cinquantasei anni si rende conto di aver vissuto un’esistenza di finzione, che gli ha sicuramente procurato un discreto benessere materiale ma che gli ha anche mangiato l’anima pezzo dopo pezzo e l’ha fatto diventare una marionetta priva di coscienza e, cosa ancora più grave, di umanità. Il protagonista del romanzo è solo un’ombra, un pallido riflesso di quello che era un tempo; diventato giornalista per passione, in seguito ha svenduto la sua moralità per puro desiderio di successo e di denaro. Nonostante abbia avuto tutto: un bel lavoro, una famiglia e una stabilità economica, è ormai privo di qualunque entusiasmo; ha perso la sua bussola emotiva e non riesce più a trovare un porto sicuro in cui attraccare e, finalmente, riposarsi. Giuseppe Mastrangelo ci consegna il ritratto dolente e amaro di un uomo finito, che però ha ancora un barlume di lucidità che potrebbe permettergli di riscattarsi, e di riscattare la sua professione. Perché il giornalismo televisivo non è solo quello delle urla e del pietismo, degli ospiti fintamente contriti e del reporter belloccio desideroso solo di essere acclamato. Il protagonista dell’opera ha dovuto recitare in un teatro dell’assurdo in cui le maschere da sciacalli non sono un elemento scenico ma sono le uniche facce degli attori; maschere che ormai si sono fuse con la pelle e che hanno reso il giornalista una versione aberrante di sé stesso. In Fuori onda quindi si narra del desiderio di redenzione di un uomo che, dopo l’ennesimo fatto di cronaca intriso di sangue e violenza, dovrà decidere se è venuto il momento di raccontare la verità, o continuare a fingere, fino alla fine dei suoi giorni.

Edoardo Battaglia