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Nonostante la crisi economica sia sempre più cupa, qualcuno a Bari trova il “coraggio” di proporre un’opera ciclopica, una statua dedicata a San Nicola, alta settanta metri e con tanto di bar e museo all’interno, un’opera da realizzare con soldi privati ma su suolo pubblico, proprio all’ingresso del porto di Bari.  E poiché è di moda dare i numeri (la pandemia insegna!), qualcuno la vorrebbe addirittura di 180 metri e 57 piani, per disegnare la “Bari del futuro”!

E’ ormai ciclico lanciare proposte del genere, ricordo  quella del 2005, altrettanto surreale, di una altissima torre panoramica da elevare non lontano dal cosiddetto megastadio, anch’esso, ironia della sorte, dedicato a San Nicola!

Mi chiedo che senso abbiano certe provocazioni di “gigantismi” legati ad altre epoche, il colosso di Rodi, mitica opera alta più di trenta metri compresa fra le sette meraviglie del mondo antico, fece una brutta fine, come pure  il colosso di Nerone (stessa altezza di quello greco), mentre resistono il più modesto e a noi vicino colosso di Barletta (appena 4 metri e mezzo!),   la statua della libertà, simbolo americano. e il  Cristo di Maratea (il cui ideatore non ebbe però grande fortuna dopo la sua costruzione!).

Viviamo un’epoca in cui certi simboli sono stati abbattuti, pensiamo non solo alle statue dei dittatori e di altre personalità celebri ma decadute, ma anche e soprattutto alle torri gemelle ed ai monumenti patrimonio dell’umanità, colpiti dal terrore jihadista.  A cosa servirebbe questo sperpero di denaro, peraltro  in tempi in cui tante famiglie sono alla fame, per un’opera faraonica e di molto dubbio gusto?

In questi giorni la Bari di San Nicola festeggia i riti con la Basilica chiusa e il priore, padre Distante, invita giustamente i fedeli ad una relazione più intima e profonda con la figura del santo e i valori che rappresenta.  E noi che facciamo ? La statua faraonica? Può essere questa la fede ai tempi della Chiesa di Papa Francesco?  Mi chiedo inoltre che senso abbia un progetto di questo tipo, visto che la città di Bari non fatica ad attrarre il turismo, come le statistiche e i vari riconoscimenti degli ultimi anni dimostrano. Piuttosto, ritengo che questa città debba lavorare per essere più verde e accogliente, con nuovi parchi, zone pedonali e piste ciclabili. E poi far nascere finalmente quel parco degli ipogei e delle chiese rupestri che sembra ormai seppellito e dimenticato, nonostante un progetto risalente all’anno 2015.

E in ultimo, non sarebbe il caso di coinvolgere la cittadinanza in progetti con questo impatto? Esistono ancora o no al comune di Bari i percorsi di cittadinanza attiva? O sono morti anche questi di COVID?