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La particella di Dio. Un segreto mai rivelato è il romanzo d’esordio di Matteo Stefani, edito Booksprint Edizioni. Si tratta di un romanzo avvincente che tiene legato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Già il titolo ci suggerisce su cosa ruota la vicenda, ovvero ricerca scientifica, scoperte sensazionali, che insieme a misteri, colpi di scena e personaggi suggestivi, rendono la lettura di questo romanzo particolarmente attraente. Non è facile definire con precisione chirurgica a quale genere appartiene il romanzo, perché l’autore ha saputo mescolare, con particolare maestria, elementi appartenenti a vari generi. C’è sicuramente l’elemento misterioso, l’avventura, avvenimenti storici e storia personale. Nonostante ciò, l’opera è ben congeniata e perfetta per gli amanti di storie piene di suspense e segreti. Ma di cosa parla il libro? La particella di Dio è ambientato tra il 1921 e il 1992 tra l’Italia e altri paesi stranieri come la Svizzera e l’Ungheria. Esso è popolato da numerosi personaggi, ma tutto ruota intorno alla figura del professore di Fisica Giorgio Fani, un importante scienziato che ad inizio Novecento aveva contatti con i maggiori scienziati dell’epoca, ovvero Tesla, Fermi ed Einstein, tutti impegnati in progetti di portata mondiale. Il nostro protagonista è al centro della storia per la sua capacità di riprodurre, grazie ad un macchinario segreto, la famosa Particella di Dio e rendere possibile il teletrasporto quantico. Fin qui nulla di strano, essendo quello di inizio Novecento un periodo in cui la ricerca scientifica aveva ricevuto una notevole spinta in avanti. La scoperta di Fani, tuttavia, deve rimanere segreta, perché se dovesse cadere nelle mani sbagliate o di persone senza scrupoli, potrebbe portare all’estinzione dell’umanità. Ovviamente, sulla strada di Fani si interpone una sorta di setta, l’Assemblea Perpetua, le cui origini sono antichissime e che ha come obiettivo il dominio sull’intero mondo. Si succedono, dunque, una serie di intrighi, bugie e passaggi avvincenti che ripercorrono quasi un secolo di storia non solo scientifica. Matteo Stefani con il suo romanzo d’esordio ha dimostrato di avere un talento nella narrazione, soprattutto quando si tratta di dosare elementi fantasiosi con personaggi e fatti reali. L’equilibrio del romanzo è pressoché perfetto, cosa che rende la lettura del libro molto piacevole e adatta a quel pubblico che ama i grandi misteri della storia e come essi si combinano con la fantasia. Matteo Stefani è un ingegnere elettronico e la materia scientifica scorre nelle sue vene, ma con il suo romanzo ci dimostra che la scienza può essere anche narrata in maniera avvincente e se condita con un po’ di mistero, allora può diventare estremamente coinvolgente. L’esordio letterario di Stefani è, dunque, più che positivo. Non vi resta che buttarvi a capofitto nella storia.

Frank Lavorino