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Oltre duemila visualizzazioni in diretta sulla pagina Facebook e oltre cinquanta partecipanti sulla piattaforma Teams – professionisti, comunità accademica, docenti, amministratori, associazioni, cittadini – per il workshop finale del progetto “Manifesto per la Bioeconomia in Puglia” (MaBiP), svoltosi ieri, venerdì 27 novembre 2020, in live streaming. Nel corso dei lavori è stata presentata la Proposta di Legge regionale partecipata “Disposizioni in materia di Bioeconomia”, elaborata al termine del processo partecipativo che il Centro per la Sostenibilità e il Centro per l’Innovazione e la Creatività dell’Università di Bari e Confindustria Puglia hanno attivato grazie all’Avviso Puglia Partecipa promosso dalla Regione Puglia. Un’alleanza tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese, associazioni e cittadini, nella convinzione che il raggiungimento delle sfide globali passi attraverso il coinvolgimento attivo dei territori, leve strategiche per una rivoluzione sostenibile.
I lavori sono stati aperti e condotti da Elvira Tarsitano, presidente del Centro per la Sostenibilità e Gianluigi de Gennaro, presidente del Centro per l’Innovazione e la Creatività dell’Università di Bari che hanno sottolineato la portata dell’evento e la profonda valenza rappresentativa del percorso che ha condotto alla stesura della proposta di legge. Dal punto di vista ambientale, la Bioeconomia porta con sé opportunità e sfide. Le opportunità sono legate al graduale passaggio, nell’ambito dei processi produttivi, dall’utilizzo di risorse non rinnovabili a quelle rinnovabili, tale da limitare la pressione ambientale sugli ecosistemi e potenziarne il valore ai fini della loro conservazione, non solo per il loro valore intrinseco o quello collegato ai servizi ecosistemici. Un utilizzo non dissipativo delle risorse naturali del pianeta può essere possibile attraverso uno sforzo comune che deve riconsiderare il sistema di sviluppo odierno riprogrammandolo secondo i principi cardine della Bioeconomia, intesa come sistema socio-economico che comprende e interconnette quelle attività economiche che utilizzano il “capitale naturale”, bio-risorse rinnovabili del suolo e del mare – come colture agricole, foreste, animali e micro-organismi terrestri e marini – per produrre cibo, materiali ed energia in maniera ecocompatibile e sostenibile.
In rappresentanza dell’amministrazione regionale, è intervenuto Domenico Laforgia, a capo del Dipartimento Sviluppo economico, già impegnato nello studio dei temi dell’Economia Circolare e della Bioeconomia: “Quello che stiamo trattando è il tema del futuro. Non c’è futuro senza Economia Circolare e Bioeconomia. L’idea di progettazione è notevolmente cambiata nel tempo sino ad arrivare agli attuali concetti di riciclo e riutilizzo. Le aziende, però, non sono ancora pronte a questo approccio, così come il sistema universitario non è pronto ad insegnare questo tipo di progettazione. Quindi, questo futuro va costruito tutti quanti insieme. Orienteremo le azioni future della Regione a sostegno dello sviluppo imprenditoriale alla promozione e al rispetto dei principi dell’Economia Circolare e della Bioeconomia. In Italia, la nostra regione è fra le più impegnate su questo fronte. Questo fa sì che la proposta di legge partecipata possa essere fatta propria dalla Regione, dopo essere stata posta all’attenzione della Giunta, del Presidente e dei consiglieri regionali, perché possa trasformarsi in un atto concreto”.
Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, ha espresso il punto di vista della categoria imprenditoriale, oggi fortemente stressata dalla situazione critica provocata dalle misure restrittive imposte dall’emergenza Covid-19: “Sono felice di essere qui a parlare di futuro e di sviluppo sostenibile in una prospettiva concreta e possibile. Al termine di questo periodo di emergenza dobbiamo pensare non più a contributi a fondo perduto ma ad un sostegno allo sviluppo delle imprese che non può essere più a discapito della salute e dell’ambiente. Anche per questo abbiamo voluto esserci dall’inizio nel percorso di creazione della proposta di legge sulla Bioeconomia. Lo sviluppo sostenibile è possibile solo in un’ottica europea, globale, per non creare svantaggi produttivi nei singoli territori nazionali”.

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A concludere gli interventi introduttivi, Stefano Bronzini, Magnifico Rettore dell’Università di Bari: “Ritengo che questo sia un momento molto importante non perché sia l’inizio di un percorso ma perché questo è un ulteriore passo nella direzione giusta. Ben prima dell’arrivo del Covid-19 con le sue conseguenze, abbiamo sostenuto che non c’è confine alla Scienza e che il futuro deve basarsi sulla somma dei saperi. Aver fatto questo passo insieme ad altri, in direzione della Economia Circolare e della Bioeconomia, va nella direzione di quella che è la nostra concezione di Università”.
Il processo partecipativo che ha condotto alla stesura della proposta di legge presentata quest’oggi è stato avviato con la sottoscrizione in data 20 Marzo 2019 del “Manifesto della Bioeconomia in Puglia” e si è articolato attraverso la call Hackathon per le best practice e i Laboratori partecipati on-line. Un processo lungo ed articolato che ha favorito la riflessione sul doppio sistema economia-ambiente, avviando un percorso di cambiamento nel modo di pensare e generare valore di tutti gli stakeholder coinvolti, dalle imprese alle istituzioni alle associazioni e ai singoli cittadini. Una vera e propria rivoluzione industriale che, dal basso, contributo su contributo, è confluita in un testo di legge da considerarsi esemplificativo dei contenuti emersi nel corso dei laboratori. E che dovrà essere rivisto in ottica di drafting normativo al fine di poter essere avviato al procedimento legislativo ordinario di presentazione di un progetto di legge, con assegnazione alle commissioni competenti, etc.
La proposta di Legge scaturita dal processo partecipativo è frutto di una visione di sviluppo che dovrebbe permeare la strategia politica regionale per raggiungere compiutamente gli obiettivi che si prefigge. Realizzare una Bioeconomia circolare e sostenibile farà in modo che la nostra prosperità economica e lo stato di salute del nostro ambiente si rafforzino vicendevolmente. Per questo motivo è necessario che ciascuna struttura politica e strategica assorba i principi costituenti della Bioeconomia e li declini nelle proprie attività, azioni e strumenti.
Al dibattito hanno preso parte  Rocco De Franchi, avvocato, esperto per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile, Titti De Simone, Onorevole, promotrice legge regionale sulla partecipazione, Giuseppe MusiccoMichele Chieco, Sezione Studio e Supporto alla Legislazione e alle Politiche di Garanzia del Consiglio Regionale della Puglia, Giovanni Ronco, Coordinatore Gruppo tecnico ambiente Confindustria Puglia, Andrea Gelao, Coordinatore del gruppo di Facilitatori.
Tutti concordi nell’affermare che il processo partecipato e la proposta di legge rappresentino le fondamenta su cui costruire nuovi orizzonti e progetti che possano contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio, nel rispetto delle vocazioni e delle specificità degli stessi; uno sprone a lavorare per la creazione e la condivisione di buone pratiche nell’interesse dell’ambiente e della comunità pugliese. In uno scenario economico mondiale sempre più complesso e instabile, la sostenibilità, nella sua articolazione ambientale, sociale ed economica, può essere una risposta a gran parte delle sfide regionali e globali che dovremo affrontare nei prossimi anni, dal risanamento ambientale, ai problemi del cambiamento climatico, riconciliando economia, ambiente e società. Il carattere “trasversale” della bioeconomia offre un’opportunità unica per affrontare in maniera onnicomprensiva e sistemica quelle sfide sociali dai quali non potremo più sottrarci e l’auspicio è di continuare su questo solco già tracciato.
La natura partecipativa della proposta di legge potrà favorire la promozione, la transizione, la creazione e la diffusione di modelli di bioeconomia, attraverso un processo inclusivo.
L’elaborazione dei dati, la stesura del Documento di Proposta Partecipata e la presentazione del Documento è stata curata dai componenti del gruppo di lavoro – Rossana Bray, Gabriella Calvano, Vito Carofiglio, Domenico Centrone, Annalisa Turi, Elvira Tarsitano – che hanno illustrato nel dettaglio la proposta di legge, soffermandosi sull’importanza di un impegno congiunto di politica e cittadinanza per ripartire da un modello economico che fondato sulla Bioeconomia e ad essa guardi. Queste le principali raccomandazioni e le proposte sottoposte all’attenzione della Presidenza della Regione, dell’Ufficio Partecipazione e dei nuovi Consiglieri Regionali: creazione di un Osservatorio Regionale sulla Bioeconomia, di natura partecipativa, che curi i rapporti ed il dialogo con l’assemblea legislativa e rappresentativa, i vari assessorati e dipartimenti che sono tutti coinvolti nei processi di Bioeconomia; creazione di uno sportello sulla Bioeconomia a supporto delle aziende; attivazione di un percorso partecipativo che conduca alla definizione di una Strategia Regionale per la Bioeconomia; stesura di una Roadmap che individui i modelli e le best practice regionali in materia di Bioeconomia. Infine, essendo la Bioeconomia materia trasversale e dunque non riconducibile a uno specifico assessorato, oltre che di interesse per l’intera comunità regionale, è stato proposto di incardinare il predetto Osservatorio nell’ambito delle strutture della Presidenza e, in particolare, dell’Ufficio Partecipazione.
È intervenuta, infine, la consigliera regionale Lucia Parchitelli che ha dichiarato di “accogliere con favore l’idea di Bioeconomia e di uno sviluppo economico che non tralasci uno scopo sociale”. “Molti progetti non hanno seguito”, ha aggiunto, “perché mancano di una visione. Al contrario, in questa proposta di legge riconosco una precisa visione e articolazione e sono convinta che l’economia debba andare di pari passo con il benessere dell’ambiente: non ci resta molto tempo per elaborare una strategia globale”.

In chiusura dei lavori GiuseppePirlo, delegato del Rettore dell’Università di Bari per la Terza Missione e Sostenibilità, ha sottolineato quanto il processo partecipativo realizzato rispecchi il lavoro che l’Ateneo barese compie non solo nella formazione dei propri studenti, ma anche al servizio del territorio e della sua crescita. Un’Università come luogo di condivisione delle idee, di sviluppo, di confronto. Oggi se ne comprende appieno la valenza, maggiormente in virtù del tema che si affronta: ripensare il futuro in un’ottica sostenibile. Uno sforzo che non poteva che essere fatto insieme a tutti gli altri protagonisti del sistema per far sì che dalla proposta si passi all’azione quotidiana.
Per dar voce ad un percorso di cambiamento globale ispirato ai principi della bioeconomia. Un processo che vede la popolazione protagonista nel realizzare nuovi modelli di sostenibilità locale e nella generazione di impresa favorendo il dialogo tra competenze differenti e complementari su e fra tutti i livelli del territorio pugliese, immaginando e focalizzando misure e necessità del mondo della ricerca, istruzione e industria affinché un traguardo nel breve periodo possa essere raggiunto.