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Stanno facendo ancora molto discutere gli esiti delle elezioni presidenziali statunitensi, che hanno visto un “testa a testa” tra l’uscente presidente repubblicano Donald Trump e il candidato democratico Biden. Quest’ultimo è risultato essere il vincitore, seppur di una incollatura. Non sono mancate le polemiche da parte del candidato repubblicano, il quale ha pubblicamente parlato di brogli elettorali.
Questa circostanza ci permette di fare una riflessione importante. Oggi, l’ex presidente Trump accusa il suo rivale di aver “truccato” le elezioni. Una accusa molto grande, soprattutto quando è fatta in una delle democrazie più grandi del pianeta. Ma assai grave furono anche le accuse che entrambi i candidati mossero contro Russia e Cina di influenzare attraverso loro organismi l’esito delle elezioni e l’andamento delle preferenze.
L’accusa, oltre ad essere grave, sembra ignorare quanto la legislazione statunitense sia assai restrittiva circa la possibilità di costituire ONG nel caso in cui queste siano finanziate da autorità straniere. Possiamo dire, con certezza, che di fatto sia impossibile fare ciò. Inoltre, tale approccio restrittivo accomuna tutte le realtà occidentali. Ovviamente, è inutile dover ribadire quanto, in realtà, tutto ciò diretto riflesso dell’influenza politica, economica e diplomatica degli USA. Influenza che, come già detto in altre sedi, in occasione degli spiacevoli atteggiamenti che l’Unione Europea ha avuto circa il presunto avvelenamento di un politico russo, finisce per comprimere grandemente quelli che sono i diritti internazionali e le buone pratiche di rapporti diplomatici.
Nonostante questo dato di fatto, quasi in un’ottica di distrazione dell’opinione americana, si è tornati a puntare il dito contro Russia e Cina. Ma siamo davvero sicuri che ciò sia sostenibile? Avendo appena parlato dell’assetto rigido per la costituzione di ONG finanziate da autorità straniere, occorre fare riferimento a quanto invece è disposto in Russia. È opportuno sottolineare come in questo Paese, invece, la disciplina giuridica in questo settore sia molto più “morbida” e permissiva.
Per questo, come si possono accettare queste accuse da un Paese che di fatto si “blinda” su questi argomenti? Come possono gli USA accusare la Russia di una politica di controllo dell’opinione attraverso ONG? E’ di fatto impossibile oltre che ad essere contrario all’approccio russo che invece accoglie realtà esterne, anche se finanziate da autorità straniere.
Soprattutto, come si possono accettare determinate censure e accuse da un Paese che, in più occasioni, e non solo in passato, ha inteso, attraverso i suoi apparati, influenza il corso di tante realtà straniere. La più risalente e la più recente storia dello scacchiere internazionale ci racconta, senza alcun dubbio, della incontrovertibile ingerenza del governo statunitense in tantissime crisi internazionale, molto spesso animata solo da interessi economici nazionali.
In questa nuova era, in questo momento di crisi sanitaria globale, è molto avvilente assistere ad accuse che speravamo essere oramai relegate ad un vecchio modo di intrattenere i rapporti diplomatici.
Auspichiamo, pertanto, che si ritorni ad un rispetto della autodeterminazione dei popoli e ad un più rigido e reale rispetto delle consuetudini e regole internazionali e diplomatiche.

Vito Grittani
Ambasciatore a.d della Repubblica di Abcasia
e fondatore dell’Osservatorio Diplomatico Internazionale