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Michael Lavin, fondatore e managing partner di Germin8 Ventures , afferma che negli ultimi dieci anni i consumatori hanno cambiato la loro mentalità sul cibo in modi entusiasmanti. “Una volta preferivamo un’alimentazione conveniente a basso costo, nel tempo abbiamo dato maggiore importanza alla salubrità. Ora i consumatori vogliono anche ingredienti funzionali e di supporto alla salute”,

Lavin afferma che i consumatori sono sempre più consapevoli del ruolo che la dieta gioca nella loro salute. Ha ragione. E, a livello di food trend, questa è una consapevolezza che potrà solo aumentare, anche nel 2021.

Ecco quattro food trend che sono destinati a restare.

Dati e tracciabilità

Secondo Jean Pougnier, CEO di Crop Enhancement, parte di questa nuova consapevolezza sulla salute e il cibo si traduce nel tema della tracciabilità. La tracciabilità si espanderà oltre la sicurezza alimentare e i metodi di produzione. Finirà per comprendere aroma, sapore, consistenza, benefici nutrizionali e altri aspetti della qualità del cibo. I big data si sono evoluti, ma l’uso di quei dati deve ancora decollare e questo food trend farà passi da gigante nel 2021.

Cogliere questo food trend nel 2021 sarà imperativo per i piccoli coltivatori in parti remote del mondo mostrare con precisione la provenienza di tutti i fattori che influenzano e caratterizzano positivamente il cibo che vendono.

La creazione di proteine ​​alternative e cellulari

Se guardiamo al mercato delle proteine ​​alternative, il rapporto McKinsey del 2019 sulle proteine ​​alternative ha rivelato che le vendite di alimenti a base vegetale sono aumentate del 17% nel 2018. Nel 2019, UBS ha stimato che il mercato delle proteine ​​vegetali o della carne alternativa crescerà del 28% all’anno. 80 miliardi di euro nel 2030.

Gli ultimi dodici mesi sono stati un periodo in cui tanti player emergenti hannomostrato proof-of-concept di questo food trend agli investitori e ai media. Fiere internazionali come Sial, seppure sospese causa Covid in forma fisica, continuano a selezionare e sfornare novità sia sul mercato dei consumatori umani che su quello dei mangimi.

Ÿnsect è una di quelle aziende. Ÿnsect vuole cambiare la catena alimentare con gli insetti. L’azienda, che ha ottenuto 425 milioni di dollari di finanziamenti, sta trasformando gli insetti d’allevamento in alimenti di prima qualità. “Riteniamo che il pesce alimentato con proteine ​​sostenibili (vermi della farina) diventerà un’etichetta certificata e quindi un requisito per l’acquacoltura in futuro”, dice Antoine Hubert, CEO di Ÿnsect.

Un settore, questo, che presenta rischi. Gusto insoddisfacente, percezione del consumatore e altro possono compromettere questa industria nascente. Per questo i prodotti al 100% vegetali potrebbero infine prevalere nei gusti dei consumatori, e nelle quote di mercato.

L’aumento della rimozione del carbonio attraverso progetti agricoli basati sulla natura

Ci sono molti percorsi agricoli per ridurre o rimuovere il carbonio. Uno l’ho illustrato nello scorso food trend: è l’avvento di proteine ​​carbon negative e fattorie verticali. Una fattoria verticale utilizza il 98% di terreno in meno riducendo significativamente l’impronta di carbonio della produzione di proteine ​​e generando zero rifiuti.

Il sistema alimentare rappresenta circa il 26% (13,6 miliardi di tonnellate) delle emissioni globali di gas a effetto serra, con l’agricoltura del bestiame che è il maggior contributore. Dei 13,6 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti, circa il 31% è attribuito alla fermentazione enterica e il 18% all’uso del suolo per il bestiame.

Cosa succederebbe se tutti smettessero di mangiare carne, o si riducessero gli allevamenti intensivi? Prima di porci questa domanda, chiediamoci come cambiare i metodi attuali di allevamento. La barriera più significativa non è la disponibilità della tecnologia, ma l’economia necessaria per stimolare l’adozione e cambiare le pratiche.

Ci sono degli additivi che impediscono agli animali di rilasciare metano, ma riducono i profitti degli allevatori, e dunque non vengono utilizzati su larga scala. Ci sono anche metodi di pascolo che creano una dinamica in cui le emissioni di una determinata mandria sono più che compensate dal carbonio sequestrato nel suolo, ma queste strategie rigenerative non sono la norma per la loro complessità.

Tecnologie, mercati e proteine ​​alternative interverranno sempre più in questo settore e consentiranno di spostare la produzione di bestiame verso un modello più sostenibile.

Cibo come medicina

La pandemia globale di Covid-19 ha colpito ogni aspetto del settore e il nostro modo di vivere collettivo. Il lockdown rallenta gli investimenti, ma allo stesso tempo ha anche creato un’opportunità per business emergenti che si concentrano sul food trend del cibo come medicina.

Che significa cibo come medicina? Qualsiasi prodotto o servizio che trasferisce il potere al cibo come mezzo di salute. A valle, questo può includere app di consumo che funzionano come coach nutrizionali di intelligenza artificiale (AI), alimenti con ingredienti attivi supportati da prove o integratori personalizzati volti a migliorare il microbioma in modo personalizzato.

Le innovazioni del cibo come medicina includeranno piattaforme computazionali per scoprire nuovi nutrienti che rafforzino in modo significativo la nostra salute. Metodi di bioprocessing per produrre nutrienti di alto valore a basso costo. Nuove colture per ripristinare o arricchire la biodiversità. Perfino una nuova chimica sicura e affidabile da utilizzare per gli agricoltori.

Le malattie croniche avranno un impatto globale di 45.000 miliardi di euro entro il 2030. Per questo il cibo come medicinale rappresenta un food trend gigantesco. Una enorme opportunità per risolvere problemi e attirare investimenti.