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Questo formaggio che nei caroselli ha accompagnato l’infanzia di molti tra noi che hanno passato i sessant’anni di età è nato da una ricetta originale di Egidio Galbani.

Si Galbani, il fondatore dell’omonima azienda di Melzo che ci diceva, nei caroselli, Galbani vuol dire fiducia.

Purtroppo tutti noi un po’ di fiducia nel Bel Paese l’abbiamo persa, e qui non mi riferisco però al formaggio.

Tornando invece al formaggio, viene prodotto, con latte vaccino crudo, gli viene data una forma tonda di circa 20 cm e deve avere 2 kg di peso. La sua pasta è di avorio bianca, morbida ed elastica.

Va consumato entro 20 giorni dalla lavorazione.

Ufficialmente questo formaggio si chiama anche “italico” ed è classificato come formaggio grasso, di breve stagionatura, fresco e a pasta semidura. Ma per tutti e solo Il bel Paese.

Era dunque il 1906 ed Egidio Galbani stufo dello strapotere dei formaggi francesi esposti come primedonne in tutte le salumerie più prestigiose di Milano, decise di fare un formaggio di altissima qualità tutto Italiano.

Lo battezzo con lo stesso titolo di un libro che lui amava molto leggere. Il libro era uno scritto dell’abate Antonio Stoppani del 1876 intitolato appunto “Il Bel paese”.

Questa storia fa ricordare che il grande Giovanni D’anzi, stufo di dover suonare sempre canzoni napoletane decise di scriverne una tutta milanese di grandissimo effetto e nacque O mia bella Madunina.

Involontariamente Egidio Galbani e Giovanni D’anzi hanno fatto, ognuno nel suo campo, un gran regalo a Milano per non essere mai da meno.