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Continuano i resoconti del 70° Festival della Canzone italiana di Sanremo. Raccontiamo quello che accade tra gossip, novità discografiche ma soprattutto quello che non viene detto e scritto dalla tv e dalla carta stampata, dall’occhio attento ed ironico nel nostro corrispondente Caleb.

L’erotismo e la poesia, la trasgressione e l’allegoria in un testo di 2400 anni fa: soltanto a Roberto Benigni poteva riuscire l’impresa di trasformare il Cantico dei Cantici in un pezzo di spettacolo, di sublimare l’intreccio fisico e spirituale tra Sulamita e Salomone in un inno all’amore universale. Per di più sul palco di Sanremo, spiazzando chi avrebbe scommesso su un monologo politico. Una scelta coraggiosa, premiata dagli ascolti: l’intervento del premio Oscar, durato poco più di mezz’ora, è stato tra i più seguiti della terza serata, arrivando a superare i 14,5 milioni di spettatori e il 60% di share.
«Amadeus, è stato bellissimo averti vicino», esulta oggi Benigni telefonando a sorpresa al direttore artistico. «Sei tu che ispiri poesia, sei il più grande conduttore mai visto. Non ho dormito ripensando all’emozione di ieri sera, portare il Cantico dei Cantici a Sanremo, la cosa più straordinaria che sia mai stata scritta. Sanremo può reggere il Cantico dei Cantici, è un’emozione enorme. Nessuno può dire che non abbiamo osato».
L’attenzione del pubblico è stata altissima. Quando il regista e attore ha sfilato sul red carpet con la banda, su Rai1 c’erano 13,7 milioni di telespettatori con il 55%. Appena è salito sul palco, gli spettatori erano già oltre 14 milioni, saliti fino a 14 milioni 533mila nei primi minuti dello show, con un picco del 60.03% quando Benigni ha evocato i precedenti festival. Durante l’esegesi del Cantico dei Cantici, l’ascolto medio si è sempre mantenuto tra i 12 e i 13 milioni, oltre la media della prima parte del festival, per chiudere a 12,1 milioni con il 57,5%.
«Aver portato il Cantico dei Cantici in prima serata a una platea di 15 milioni di spettatori è un’emozione enorme per la Rai e per tutti coloro che ci hanno seguito», sottolinea l’ad Fabrizio Salini. «Benigni è un fuoriclasse», gli fa eco il direttore di Rai1 Stefano Coletta rispondendo alle perplessità di chi ha ritenuto il testo troppo esplicito e trasgressivo per la prima serata della rete ammiraglia. «Non ho rintracciato alcuna morbosità. E’ stato un inno all’amore nato da una filologia molto interessante sui cui l’artista lavora da tempo e che ha interpretato in modo molto nuovo. Non ho trovato alcun passaggio non autentico. E l’onestà viene sempre premiata, se è intelligente».
Tra i punti di riferimento citati dallo stesso premio Oscar, “grandissimi studiosi, professori e poeti da Ceronetti a Ravasi». E Ravasi, attento osservatore di Sanremo, posta su Twitter oggi alcuni versi del Cantico, «Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, migliore del vino è il tuo amore (Ct 1,2)». Non tutti, però, hanno gradito. Se Matteo Renzi plaude al momento “straordinario», il leader della Lega, Matteo Salvini, a domanda risponde di non aver seguito il festival. Sul web c’è chi parla di «monologo vuoto», chi come Nicola Porro stigmatizza la “banalizzazione» del testo o chi accusa Benigni di averlo trasformato in un «racconto porno». «A quei poverelli che sostengono che Roberto Benigni sia stato noioso nel suo intervento a Sanremo, bisogna ricordare che evidentemente, non stava parlando a loro», twitta invece Alessandro Gassmann. Intanto l’hashtag #CanticoDeiCantici vola e chissà quanti hanno riscoperto, o magari ‘googlatò per la prima volta, un testo di 2400 anni fa. E forse anche questa è una conquista.