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Ninni ed io

Ninni Di Lauro non c’è più. Nella mattinata di ieri, infatti, il brillante conduttore pugliese è morto a 76 anni colto da un improvviso malore. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 16,15 nella chiesa di San Marco a Japigia. Ricordare la figura artistica di Di Lauro, nato a Conversano il 15 agosto del 1943, è un po’ come scorrere la vita artistica e culturale di oltre quarant’anni. Il suo maggior splendore lo ha avuto dagli anni ‘80 fino agli inizi del 2000, Ninni è stato una presenza costante nel mondo televisivo e spettacoli live, centinaia sono state le sue conduzioni in lungo e largo della Puglia ed anche fuori regione era particolarmente apprezzato. A lui sono legate tantissime trasmissioni televisive in qualità di conduttore, cabarettista. Ma è stato anche direttore artistico e autore ed anche molto disponibile con tutti quella scena artistica che lo vedeva come un punto di riferimento imprescindibile. Artisticamente, si cala subito nei
panni del conduttore di diversi spettacoli teatrali e televisivi. Era molto noto sulle reti locali per diverse partecipazioni a sit-com e show, ma anche su reti nazionali. Inizia un percorso di scrittura a livello letterario, con la pubblicazione di alcuni libri. Giornalista per passione, inizia a dirigere diversi giornali di informazione, e la creazione di alcuni album discografici con la partecipazione di suo figlio Gianfranco. Nell’ultimo periodo di vita, aveva portato un format divertente sul web che gli hanno fatto rivivere una nuova vita artistica. Un paio di mesa fa, Ninni Di Lauro ha ricevuto il «Premio Massimo Troisi» alla carriera per i suoi 50 anni di attività artistica.

Ed anche per me Ninni è stata una persone che ha contribuito alla mia crescita culturale ed artistica, Ninni,
non era semplicemente un amico nel periodo di Natale avevamo lavorato su un progetto televisivo sul mondo del viaggio, dispensandomi consigli che mi sono stati molto utili. Per tanti anni ho frequentato lui e la sua splendida famiglia, Betty, Gianfranco e Thomas a cui va il mio più personale abbraccio fraterno.

Con lui mi confidavo per “problemi di donne” e con lui mi sfogavo sul mondo artistico e giornalistico locale.
Per tutti Ninni era un amicone, per me era e resterà tanto altro. Vederlo fermo per sempre è strano, anche perché è sempre stato difficile farlo stare in silenzio. Resterà per sempre il ricordo di un vero amico che nei ricordi e nella quotidianità porterò sempre con me.
Ciao Ninni.. fai buon viaggio e guidaci da lassù.