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Il Teatro Rossini di Gioia del Colle è un piccolo grande Teatro dalla struttura elegante e raffinata, nella giornata del 18 dicembre ho provato grandi vibrazioni, grazie ad una "piccola grande compagnia teatrale" e a tutto l’entourage che ha realizzato lo spettacolo di cui mi appresto a scrivere.

Progettare uno spettacolo teatrale con i più piccoli senza scadere nella solita meccanica della recita scolastica è un’impresa quanto mai ardua se poi si aggiunge che c’è un’enorme differenza tra un palcoscenico teatrale e la palestra di un istituto scolastico, questa impresa si carica di grandi aspettative. È pur vero che esiste una differenza sostanziale tra spettacolo e rappresentazione, il primo è un termine sicuramente più altisonante e di conseguenza presuppone una maggiore struttura e ricerca. Diciamolo subito: Mukkoman che ha visto la regia di Mariana Borrelli e l’aiuto regia Monica Maselli, rientra nella prima delle due definizioni, questo perché non è il frutto di un semplice esercizio mnemonico, ma il risultato di un processo di formazione e ricerca molto complesso, dietro di cui ci sono mesi di lavoro e d’impegno. Mariana Borrelli porta avanti la mission dell’”Associazione Culturale Ombre”, (presieduta da Rosanna Ventura) associazione culturale che da dieci anni si preoccupa e occupa di creare nuovi pubblici teatrali, una sfida ben precisa che l’intera associazione affronta a testa alta condividendo con target di varie età la passione per il palcoscenico.

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Condivisione: è questa la parola chiave. Ed è proprio condividendo le assi del palcoscenico, l’odore del sipario, il calore dei riflettori che Mukkoman trova la sua genesi, una genesi particolarissima e delicata, che pianta il suo seme nell’esperienza reale dei piccoli e bravissimi Vittoria Albanese, Simona Angelillo, Angelo Capodiferro, Pasquale Castellaneta, Roberto Donvito, Aurora Iavarone, Laura Loliva, Gaetano Stella. Attraverso le proprie storie, esperienze, i racconti di un mondo adulto ma visto con lo sguardo privilegiato di chi mantiene intatta l’innocenza, che si delinea il profilo del supereroe nascosto in ognuno di noi, simbolo della fragile paura che si affaccia sul mondo esterno. Un testo creato con le parole dei giovani attori che hanno messo in moto la propria creatività, interpretando la loro versione della società, una versione perfetta di chi mantiene l’obiettività. Il risultato è quanto mai emotivamente fortissimo, uno specchio della vita. In Mukkoman convivono i grandi temi esistenziali della contemporaneità: l’insicurezza nei confronti della propria immagine, le grandi aspettative e poi il male involontario che solo l’ingenua cattiveria dei più piccoli sa produrre. Lo spettacolo, scritto in gran parte da queste piccole e brillanti menti riflette anche grandi temi attualissimi, un microcosmo di una società individualista e a tratti violenta. “Ho imparato che si fa del male anche se non si difende” pronuncia uno dei bravissimi interpreti, un messaggio efficace e assolutamente necessario, anzi un insegnamento. Il mondo è davvero dei bambini e forse dovremmo davvero ripensare l’universo attraverso il loro sguardo. Loro sono il futuro, loro è la speranza di un mondo migliore.

Mariana Borrelli stravolge il gioco del teatro, lo rende esperienza concreta e reale e forma davvero dei “piccoli attori”, dei piccoli interpreti in cui l’accurata regia serve da collante perfetto per uno spettacolo che è una carica emotiva fortissima. È rarissimo vedere un’operazione del genere portata avanti con tanta cura e dedizione così com’è difficile saper comunicare con i bambini e riuscire a indirizzarli verso un obiettivo specifico. È necessario muoversi con delicatezza, in punta di piedi e soprattutto è necessario riuscire a tirare fuori la loro fiducia, in primis, verso se stessi e poi verso il docente. Non deve essere stato facile ma il quadro finale è davvero un ottimo risultato. Siamo stati tutti piccoli e abbiamo tutti subito o ci siamo interrogati su come funzionasse l’incomprensibile mondo degli adulti, ma abbiamo avuto anche i nostri eroi: nonni, genitori, cugini… Mukkoman, replicato ieri al Teatro Rossini di Gioia del Colle, ce lo ricorda.