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«Dicono che volere sia potere. Però prima che tu arrivassi  prima che tu cambiassi ogni cosa ogni umore ogni rancore il valore di ogni raggio di sole Io perso con le mani a tenermi la testa Io non sapevo non immaginavo neppure  che in realtàvolersi è potere».

Far poesia vuol dire riconoscersi, dice Sergio Solmi. E questa raccolta di poesie e di pochi brevi racconti ne è l’esempio lampante. Guido Paolo De Felice, l’autore, compie un viaggio introspettivo per capire, interpretare e regalare al lettore il sentimento che tutto può: l’amore. Lo analizza a fondo, in tutte le sue sfumature e in tutti i suoi colori, ripercorrendo passo passo la sua esperienza personale che, alla fine, è quella di tutti. È una raccolta intima, un’analisi ampia e attenta di tutto ciò che una persona innamorata prova; ma anche un percorso di auto-riconoscimento e consapevolezza dei propri sentimenti, della fatica, della sofferenza, talvolta anche degli sbagli che si fanno nella propria vita amorosa. Il tutto senza la pretesa di essere ermetico e troppo ricercato: utilizza piuttosto un linguaggio semplice, che a tratti potrebbe sembrare banale, ma che in realtà colpisce dritto al cuore di chiunque legga questi versi e rende i componimenti accessibili a chiunque.

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Ogni persona, infatti, prima o poi si ritrova a confrontarsi con questo sentimento che scombussola la vita all’improvviso: un sentimento che, al primo innamoramento, è visto con gli occhi disillusi di colui che ancora non sa cosa il futuro ha in serbo; un sentimento che rende il cuore pesante e fa crescere un groppo in gola, per un amore spasmodicamente desiderato, ma non ricambiato; un sentimento d’amore maturo e adulto, a cui si guarda con gli occhi della saggezza e della concretezza, dove la razionalità prende il sopravvento sul turbinio impetuoso dell’amore giovanile; un sentimento nostalgico e malinconico, che si volge verso un passato forse sofferto, o forse caratterizzato da quell’amore grande che ti chiude lo stomaco e ti stringe il cuore in una morsa, per non lasciar sfuggire i ricordi di una persona amata. Attraverso immagini e metafore che richiamano tutte queste situazioni, De Felice fa della sua esperienza amorosa, l’esperienza di tutti: man mano che il lettore si lascia trasportare dalle parole che si rincorrono una dopo l’altra, sente un richiamo lontano nella sua mente, che lo porta a ripensare a situazioni, momenti, attimi che, con una pennellata o talvolta con una ferita, hanno segnato, in maniera indelebile, la sua esistenza.

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