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"body"Continua la rubrica mensile, «Allenamento e Benessere», per il nostro giornale curata dal team della palestra Gymitaly di Bari. Questa volta tocca al dott. Nicola Blasi (Ginecologo).

 

Le problematiche relative alle influenze tra attività fisica intensa e flusso mestruale, hanno rappresentato motivo di interesse sia scientifico che pratico già da tempo.

La donna che pratica un’attività sportiva a livello agonistico, ha bisogno di qualche suggerimento in merito a “quei giorni”, anche per sfatare false credenze.

La principale attenzione viene rivolta ad un andamento irregolare dei cicli mestruali (preciso che per ciclo intendo il periodo che va dal primo giorno di un flusso mestruale al primo giorno del successivo flusso mestruale) detto OLIGOMENORREA che si definisce come un intervallo, tra 2 flussi mestruali , maggiore di 40 giorni e la mancanza del flusso mestruale per un periodo di almeno 90 giorni , e in questo caso si parla di AMENORREA.

Numerosi studi sono stati effettuati per indagare se e in quale misura l’attività fisica incidesse sul regolare andamento del ciclo ovarico  e se in quale misura il ciclo potesse interferire con l’attività e la prestazione fisica. Importante precisare che in periodi ben definiti della vita di una donna l’AMENORREA ( assenza di flusso mestruale) è considerata fisiologica  come prima della pubertà, dopo la menopausa durante la gravidanza e, per un periodo più o meno lungo durante l’allattamento.

Al di fuori di questi casi, l’amenorrea è dovuta a patologie che causano alterazioni delle condizioni generali, oppure a patologie specifiche dell’apparato genitale; l’amenorrea può essere causata anche da gravi traumi psichici e dall’intensa attività fisica negli sport praticati a livello agonistico.

Però prima di parlare di amenorrea causata dall’esercizio fisico intenso, bisogna fare una importante distinzione tra amenorrea “primaria” e amenorrea “secondaria”. Primaria quando il flusso mestruale non compare entro i 16 anni di età. Secondaria: blocco della mestruazione per almeno 3 mesi dopo un periodo in cui questa si è svolta regolarmente, cioè è già avvenuta, almeno una volta nella vita in modo spontaneo.

Tra le cause extragenitali, gli stati di grave denutrizione (grave anemia )  possono determinare l’interruzione dei flussi mestruali, così come i bruschi cambiamenti climatici, fattori nervosi, psichici, improvvise e violente emozioni, stress quotidiano e stress da pratica sportiva nelle atlete agoniste.

L’amenorrea funzionale rappresenta un tipo di amenorrea secondaria di tipo reversibile e colpisce prevalentemente le giovani donne. Tra le condizioni considerate in grado di indurre amenorrea ci sono:

1)      Calo ponderale, dovuto a scarso apporto calorico e spesso legato a veri e propri disturbi dell’alimentazione fino all’anoressia nervosa nei casi estremi.

2)      Esercizio fisico intenso e/o di livello agonistico.

3)      Eventi stressanti di natura psicologica. In ambito sportivo, l’amenorrea associata ad osteoporosi e a disordini alimentari, che viene denominata “TRIADE DELL’ATLETA DONNA”.

Quest’ultima condizione si riscontra frequentemente nelle atlete professioniste che praticano molta attività fisica senza alimentarsi in modo adeguato. I soggetti particolarmente a rischio di amenorrea da esercizio fisico, sono soprattutto coloro che esercitano sport che richiedono un basso peso corporeo come nuoto, danza classica, ginnastica artistica, maratona.

Solitamente queste atlete si sottopongono a diete prive di grassi , utili per una normale funzione ovarica.

Ricapitolando le cause che possono portare a disturbi del ritmo mestruale nelle atlete , possono essere riassunte in:

          Intensità dell’esercizio fisico

          Indice di massa corporea (BMI) basso

          Specificità dell’allenamento

          Età precoce dell’inizio della pratica sportiva agonistica.

          Basso introito calorico energetico.

Quindi la interazione di fattori di carattere fisico, genetico, nutrizionale, ormonale e psicologico  contribuisce a modificare l’assetto ormonale della donna atleta e, dunque la regolarità dei flussi mestruali.

Ci sono aspetti positivi legati all’attività fisica , come la riduzione della sintomatologia premestruale legata probabilmente all’influenza sui livelli ormonali presenti in questo  particolare periodo.

Concludo questo articolo con dei suggerimenti utili alle atlete :

*durante il periodo mestruale è consigliabile mantenere una intensità di allenamento più bassa.

*si potrebbe far coincidere tale periodo con un micro ciclo di scarico

*durante i flussi mestruali dovrebbe essere particolarmente curata l’integrazione vitaminica, minerale, e di acidi grassi essenziali.

La pratica sportiva deve essere interrotta nel caso di dismenorrea (dolore durante la mestruazione) e da Patologo vulvare affermo anche in caso di notevole irritazione vulvare da uso di particolari indumenti intimi e assorbenti, spesso accentuata dalla fisiologica sudorazione.