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"sanremo-2019-loredana-bertè"E’ in atto la riscoperta di una Loredana Bertè inedita, sulla scia di Cosa Ti Aspetti da me, brano dell’ultimo Sanremo che è gettonatissimo in radio immediatamente dopo Soldi del vincitore Mahmood.

Il fatto che a 68 anni la popolare cantante sia un idolo anche dei giovanissimi non ha precedenti nella storia della musica leggera italiana, laddove artiste come Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni dominano da sempre  la scena,    non essendo però mai  riuscite a conquistare  ex novo tanti fan    tra i teenager, cosa che invece   per la  Bertè è andata in porto.
Un po’ è merito della collaborazione dell’estate scorsa con i pugliesi Boomdabash, che ha fatto di Non ti Dico No la canzone più gettonata in assoluto, ma la grinta del’artista calabrese è riuscita ad imporsi  al di là di questo, in quanto corrisponde a uno stato di grazia psicologico  che incanta gli ascoltatori e   facente  seguito ad anni di polemiche, infelicità, momenti realmente negativi  accomunati spesso ad atteggiamenti di autoesclusione e cupio dissolvi, o di polemiche a volte sterili.
In quest’ottica si pone la ristampa su vinile del primo  trentatré giri della cantante dal titolo Streaking e risalente al 1974.
Esso occupa la diciottesima posizione nella speciale classifica dei vinili, in salita, pubblicata dalla Fimi e reperibile sul sito www.fimi.it  . Questa chart è  capeggiata dal nuovo ingresso al primo posto di Fleurs-20th anniversary di Franco Battiato.
L’album Streaking era stato comunque già ristampato in cd nel 2016, mentre nel vinile originale conteneva  alcune foto della Bertè nuda.
Tutti i brani sono  scritti da Enrico Riccardi che per una fatale coincidenza è scomparso il 17 marzo scorso, in concomitanza con l’uscita dell’album ristampato.
Riccardi era il co-autore (con Luigi Albertelli) di Zingara, popolarissimo successo di Iva Zanicchi.
Un altro suo grandioso successo è Io Mi Fermo Qui per i Dik Dik.
In La Porti la Maglia, la nona traccia, scritta col fedele Albertelli, assistiamo a un ragtime "urlato" da parte della Bertè, stella nascente.
La voce dell’allora  ventiquattrenne rivela molta forza negli  acuti.
Ci troviamo di fronte a una specie di inno alla liberazione sessuale, con parti strumentali jazz e rock e che rendono il brano senza tempo. Ovvero, esso si rivela ancora adesso  modernissimo all’ascolto.
La moto è citata come mezzo di emancipazione, allo stesso modo del "viaggio".
S.E.S.S.O del solo Riccardi inizia sullo stile di Why Can’t We live Together di Timmy Thomas .
In esso la Bertè rivela una voce ancora da bambina ( ma volutamente) che fa da contraltare al richiamo sessuale esercitato su di lei da uno sconosciuto.
In definitiva ci troviamo di fronte a una cantilena dalle venature rock.
La Telefonata è invece una composizione  psichedelica, sempre del solo  Riccardi, ma troppo aggressiva e di rottura. Essa si rifà alla musica tipo Genesis e Pink Floyd.
Il risultato è artificioso, innaturale e respingente.
Volevi un amore grande fu il singolo estratto, o 45 giri, come si diceva all’epoca, nel linguaggio comune dei consumatori e dj radiofonici. Gli autori, insieme a Riccardi erano il solito   Albertelli e Sergio Menegale, che ha scritto in seguito molte canzoni per Lo Zecchino d’Oro.
E’ questo  un pezzo  più accessibile sul melodico-tradizionale, ma non scontato.
Apre la strada poi a hit di maggior successo e che seguiranno a breve, come Sei Bellissima  e Fiabe.
Le parole sono quelle tipiche del romanticismo che veniva riscoperto in quegli  anni di cambiamenti velocissimi , ma a volte troppo disordinati  :" Volevi un amore grande, quelli che cambiano la vita. Questo amore è capitato proprio a me, etc".
Completano il  bel 33 giri altre canzoni come Non So Dormire Sola, Marrakech e Fare l’Amore.