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Chi si sarà recato a teatro sperando di vedere uno spettacolo simile al genere di “Aggiungi un posto a tavola” o “Cats”, sarà rimasto molto deluso dalla performance di “La divina Commedia”, andato in scena al Teatro Brancaccio di Roma. I generi, infatti, sono molto diversi, come lo sono le tematiche. “La divina commedia”, opera di colui che viene chiamato “il sommo poeta”, Dante Alighieri, scritta nel 1300, è un testo allegorico della vita, dei peccati, ma soprattutto delle peregrinazioni dell’uomo sulla terra, per conquistarsi un posto in quello che il poeta pone come obiettivo finale: il Paradiso.

Un testo importante, sommo, che ha accompagnato la vita scolastica di ognuno di noi, che affascina, spaventa, infastidisce, stupisce. Intorno a questo testo si possono accostare tante sensazioni, opinioni, amori e disincanti, ma di una cosa siamo certi: è la rappresentazione solenne delle

Il musical vuole sottolineare proprio la solennità del testo, l’importanza delle parole, la certezza delle difficoltà e peripezie che il genere umano attraversa durante la sua vita.

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Tutto ciò è presente nello spettacolo attraverso le musiche, che assumono un tono solenne, le parole pronunciate fuori campo da Giancarlo Giannini, le scene proiettate che ci immergono nel mondo narrato da Alighieri, nei canti. Lo spettacolo basa la sua forza proprio nell’insieme di tutti questi elementi , e nelle scene dell’inferno, che interessano il primo atto, ci fanno rivivere le storie che hanno appassionato l’immaginario dei giovani studenti.

Una scenografia bellissima, con pedane che si alzano, muovono e capovolgono, le luci che giocano, raccontano, le proiezioni che rapiscono lo sguardo, gli attori che volano letteralmente, sulla scena. A tutti questi elementi tecnici, si aggiunge la voce e il timbro degli attori, i passi dei ballerini, un insieme di elementi che rendono più che godibile lo spettacolo, il quale rispecchia il genere “Opera musical”.

Sono rimasta affascinata dall’utilizzo della multimedialità e della tecnologia utilizzate per la realizzazione del musical, come dell’utilizzo che si fa delle luci. Un plauso va al team di tecnici e regia che amalgamando queste, insieme agli attori, ha dato vita a uno spettacolo affascinante.

A contendersi l’attenzione del pubblico, il cast degli attori: Antonello Angiolillo (Dante), Myriam Somma (Beatrice), Andrea Ortis (Virgilio), Manuela Zanier (Francesca da Rimini), Angelo Minoli (Ulisse), Francesco Iaia (Caronte), Federica Basile (Pia De’ Tolomei), Daniele Venturini (Pier delle Vigne), e gli attori in secondo ruolo: Noemi Bordi (Beatrice), Rosy Bonfiglio (Francesca da Rimini), Mariacarmen Iafigliola (Pia De’ Tolomei).

Il Corpo di ballo: Mariacaterina Mambretti, Raffaele Iorio, Danilo Calabrese, Alessandro Trazzera, Paolo Spalice, Matilde Cortivo, Marina Barbone, Michela Tiero, Federica Montemurro, Raffaele Rizzo, Alessio Genova. Gli Acrobati: Filippo Pieroni, Marta Giuliano, Zaira Greifemberg, Alessio Spirito.

Le musiche sono del noto compositore Marco Frisina, la regia di Andrea Ortis, i testi di Ortis e Pagano e l’inconfondibile voce narrante di Giancarlo Giannini. Prodotta dalla MIC, Musical International Company e con l’importante patrocinio della Società Dante Alighieri. Scene di Lara Carissimi, coreografie di Massimiliano Volpini, costumi di Lorena Di Pasquo, Disegno Luci di Valerio Tiberi, proiezioni di Roberto Fazio.

Dopo Roma, l’Opera Musical “La Divina Commedia” andrà in tournée in altre città italiane, sarà al Teatro Palapartenope di Napoli, al Teatro Ciak di Milano, al Teatroteam di Bari, con matinée e spettacoli serali.

Puoi ascoltare l’intervista al regista Andrea Ortis sul podcast di DelirArte.

Per contatti o altre informazioni: https://www.divinacommediaopera.it/