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"LIBROPOSSIBILE"L’inaugurazione della manifestazione Il Libro Possibile, festival letterario pugliese alla sua diciassettesima edizione, si è tenuta  il 4 luglio alle 20 e 30 in piazza Aldo Moro a Polignano a Mare.

La direttrice artistica Rosella Santoro ha ricordato che il festival del 2018 è dedicato all’artista polignanese Pino Pascali nel cinquantenario dalla scomparsa.
Santoro ha poi introdotto il Presidente della Camera Roberto Fico, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il Sindaco di Polignano a Mare Domenico Vitto, il Rettore dell’Università statale di Bari Felice Uricchio.
Roberto Fico ha dunque tagliato idealmente  il nastro ringraziando l’organizzazione per l’invito.
Fico ha dichiarato che "questo tipo di manifestazioni trascinano la cultura, ma senza accentrarsi sull’intellettualismo".
Rosella Santoro ha lodato il fatto  che l’on. Fico sia un lettore forte di libri cartacei, mentre la stessa direttrice artistica  ha parlato, riguardo la scelta delle proposte per il pubblico, di "pluralità di temi e di generi di lettura per intercettare   i  non lettori, in una regione come la Puglia dove si legge ancora troppo poco".
Sempre Rosella Santoro ha parlato del "coinvolgimento costante durante l’intero anno solare di migliaia di studenti di ogni ordine e grado nella loro formazione tramite la lettura".Dopo un brindisi alla manifestazione fatto con un vino rosato di Puglia, è stata introdotta e omaggiata l’icona del cinema internazionale Ornella Muti.
La diva, in camicia blu con disegnati  dei calici di vino,  pantaloni neri e scarpe rosa tacco 12, dalla suola rossa marca Louboutin  ha salutato il presidente Emiliano chiamandolo Pomigliano poi, scusandosi per la gaffe (che si è ripetuta) ha detto ancora "scusate, sono molto stanca".
La Muti è stata introdotta e intervistata da Antonella Matranga.
"Il nome d’arte non fu una mia idea, ma di Damiano Damiani : interpretati il mio primo film sostituendo mia sorella, avevo 14 anni. Ma nella vita privata amo farmi chiamare col mio vero nome: Francesca".
L’attrice ha riassunto gli incontri con Monicelli, Tognazzi, Ferreri.
"Ma come Ugo Tognazzi non ho più ritrovato nessuno. E’ stato un  grande amico e compagno di lavoro".
Di  Marco Ferreri: "un regista molto "femminista," aveva un’attitudine a descrivere le incomprensioni tra uomo e donna".
Poi ancora molti aneddoti. Di sé ancora, "sono una persona semplice che ha sempre avuto il terrore di perdere il contatto con la realtà. Molti miei colleghi famosi, quelli ai vertici, non erano felici, magari  erano dipendenti  dall’alcol".
Riguardo il suo spaziare dal genere drammatico alla commedia, con Nuti, Verdone, Celentano: "ai critici non piaceva questo, ma è sciocco . L’attore deve cambiare registro   comunicando emozioni agli altri".
La Muti ha detto di avere acquistato i diritti di un romanzo che le piacerebbe portare al cinema.
Ma ha anche denunciato il fatto di lavorare più facilmente all’estero, lamentando che il cinema e la tv da 20 anni in Italia  sono "finiti".
Questo, a titolo personale, mi è parso un po’ presuntuoso. Ornella Muti a 63 anni, è splendida e sembra una ragazzina.
Ma appunto per questo non può interpretare parti di giovane donna, né di anziana, anche se è nonna da diversi lustri.
E si è dive anche, mi consenta signora Muti, accettando l’inevitabile declino artistico in atto almeno da vent’anni a questa parte perché, a torto o a ragione, il cinema rinnova nel corso degli anni i propri rappresentanti e non si può stare sempre al top come negli anni d’oro della giovinezza perduta.