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La masterclass della quarta giornata del Bif&st ha visto come protagonista l’eclettico Antonio Albanese. Lui, attore e regista, che spazia dal comico al drammatico, lui che con i suoi innumerevoli personaggi ha conquistato il pubblico, si è raccontato durante la lezione di cinema al Teatro Petruzzelli.

Nell’incontro, moderato da Marco Spagnoli, l’attore brianzolo ha spaziato su vari argomenti, mantenendo sempre la sua solita e inconfondibile comica ironia. Quando si parla di teatro e del ruolo dell’attore Albanese non ha dubbi: “Il teatro è dell’attore, non del regista. Anche se apprezzo i tecnicismi credo che, comunque, l’attore sia fondamentale; in ogni spettacolo ho bisogno di vedere e sentire l’attore, devo cogliere il suo essere ed emozionarmi grazie ad esso”.

Racconta, poi, di quali attori lo abbiano colpito ed esaltato: “E’ difficile scegliere dei nomi, sono molti gli attori che stimo. Ad esempio nel primo Paolo Villaggio c’è qualcosa di sublime, io ero ragazzino e i suoi personaggi mi travolgevano”.
Il discorso si è spostato, poi, sul suo lavoro e di come sul set Albanese si conceda e riesca ad instaurare un rapporto di intesa con i colleghi.
“Con Paola Cortellesi siamo ormai amici, ci sentiamo spesso e abbiamo sempre idee e progetti. Riesco ad instaurare questo tipo di rapporto perché io amo il mio lavoro.
Quando lavoro ad un film arrivo almeno un’ora prima sul set, rispetto all’orario previsto, lo faccio perché mi piace e fremo dalla voglia di farlo.
Una delle soddisfazioni più grandi -continua- è essere richiamato dai registi per lavorare nuovamente insieme, vuol dire che il mio approccio funziona”.
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Anche Antonio Albanese, agli esordi della sua carriera, iniziata quasi per caso grazie agli spettacoli che vedeva con suo fratello maggiore, ha pensato di abbandonare, di non riuscire: “Durante il secondo anno di accademia ho pensato di non farcela; non potevo permettermi di pagare la retta e avevo deciso di abbandonare. Il direttore mi ha impedito di farlo e allora dovetti lavorare la notte nei cabaret. Ai ragazzi, oggi, voglio dire che tutti possono fare gli attori, tranne alcuni attori (sorride!!).
In realtà è un lavoro complicato ma se si è ambiziosi nessuno può impedirti di raggiungere i propri obiettivi”.

La masterclass si è conclusa con una divertentissima carrellata di citazioni dei più famosi personaggi di Albanese. Personaggi ai quali tutti noi siamo legati (come, ad esempio, Frengo Stoppato, Cetto la Qualunque) e che con i loro ‘modi di dire’ hanno segnato, in modo indelebile, il nostro immaginario.

Photo credits: Luana Martino