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"icona"In questo saggio del prof. Antonio Calisi viene presentata in modo analitico la partecipazione dei vescovi dell’Italia meridionale al secondo Sinodo ecumenico tenutosi a Nicea nel 787. Le fonti storiche hanno registrato una grande partecipazione all’assise di vescovi che giunsero a Nicea dall’Italia meridionale, il che prova l’attenzione che vi era in questi luoghi, verso il culto delle icone e la salvaguardia della retta fede cristiana.

Durante la crisi iconoclasta, gli iconofili – coloro che veneravano le sante icone – monaci e vescovi, fuggirono dalle loro terre a causa delle persecuzioni, per cercare rifugio in quelle regioni del Sud Italia, considerate periferia dell’impero bizantino. Convocati dal patriarca Tarasio e dall’imperatrice Irene, i vescovi dell’Italia meridionale divennero promotori di un Concilio ecumenico pronto a sanare le ferite che dividevano la Chiesa di Costantinopoli.

La loro testimonianza fu ritenuta fondamentale e i loro interventi ebbero importante prestigio nello sviluppo degli argomenti sinodali. Testimoni credibili della fede appartenente a tutta la Chiesa, i vescovi dell’Italia meridionale manifestarono al Concilio la coscienza di riconoscersi uniti alla Chiesa di Roma e di Costantinopoli, per la qual cosa la loro opera fu fondamentale e decisiva.

Il Concilio di Nicea II, l’ultimo dei sinodi ecumenici, espressione della fede comune della Chiesa d’Oriente e d’Occidente, può essere per i cristiani di oggi, esempio di concordia per la guarigione delle separazioni nella comunità dei credenti sul fondamento della comune Tradizione. I vescovi del Mezzogiorno d’Italia sono stati gli autorevoli esponenti di questo desiderio di comunione e difensori dell’unità.

A tutt’oggi la presenza bizantina nell’Italia meridionale custodisce e coltiva ancora viva questa sua vocazione, quella di essere ponte tra Oriente e Occidente, punto di incontro tra la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica, possibile strumento di riconciliazione tra i cristiani.

Un sentito grazie al prof. Calisi per questo suo ennesimo atto d’amore verso la ricerca della piena comunione tra le Chiese apostoliche.

Antonio Calisi vive a Bari, con sua moglie Magda Pacillo, dove insegna Religione Cattolica al Liceo Classico Statale “Socrate”. È Dottore in Sacra Teologia, laureato in Scienze storico-religiose all’Università “La Sapienza” di Roma. Giornalista e direttore editoriale della testata “il Messaggero Italiano”. Maestro iconografo, dipinge icone secondo la tradizione bizantina che ha appreso dai suoi numerosi viaggi nei monasteri di Russia, Romania, Albania, Grecia e Monte Athos. Tra le sue pubblicazioni: Monachesimo ed iconoclastia. La partecipazione dei monaci al Concilio di Nicea II (787), Bari 2011; Teodoro Lo Studita, Antirrheticus Adversus Iconomachos. Confutazioni contro gli avversari delle sante icone, traduzione, introduzione e note a cura di Antonio Calisi, Chàrisma Edizioni, Bari, 2013; Lo Spirito Santo in Cirillo di Gerusalemme, Chàrisma Edizioni Bari 2013.

Antonio Calisi, I difensori dell’icona. La partecipazione dei vescovi dell’Italia meridionale al Concilio di Nicea II (787), A.C. Edizioni, 2017, pp. 118. € 10,00

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