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"LaDurante la guerra civile americana, un caporale nordista, Jonathan McBurney, ferito e abbandonato dai suoi in territorio nemico, viene ospitato, curato e…ucciso dalle allieve di un collegio femminile diretto da un’autoritaria direttrice.

Chi e più crudele il caporale o la direttrice del college?

In un film di Don Siegel sono rari i personaggi positivi, il pessimismo del regista americano e la violenza caratterizzano la weltanschauung della sua opera che solo negli ultimi anni si attenua e diventa più ironica.

Autore di film pregevoli: “Isp. Callaghan il caso Scorpio è tuo”(Dirty Harry,1971); “Il pistolero”(The Shootist,1976); “Fuga da Alcatraz”(Escape from Alcatraz,1979) Don Siegel è partito agli inizi della sua carriera con opere di serie B per raggiungere uno status di autore tra i più apprezzati dalla critica e dalla storia del cinema.

L’opera in questione che narra la cruda vicenda del soldato Jonathan (un Clint Eastwood meno legnoso del solito) genera nello spettatore un fastidio o un disturbo morale causato dalla crudeltà dei comportamenti umani e reso ancor più penetrante da soluzioni registiche deliranti, come i continui flashback e ralenti.

La guerra fa da sfondo agli orrori antropologici dei protagonisti che superano di intensità l’evento bellico. Vi è una misoginia di fondo rappresentata dalle farisaiche buone maniere delle allieve del college che frustrate, esploderanno, costruendo una ragnatela mortale per la stupida preda (l’uomo-Jonathan) riferimento esplicito ad una castrazione simbolica.

Non c’è nulla da sperare con Siegel e secondo Clint Eastwood grande protagonista di questo capolavoro, il film rappresenta il suo lavoro preferito: è triste morire senza aver visto “La notte brava del soldato Jonathan”!