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"18033817_1467098686644368_5611481505600806695_n"Si apre con i ringraziamenti dell’organizzatore Felice Laudadio la serata inaugurale del Bif&st 2017 al Teatro Petruzzelli gremito di gente.

“Un pubblico vasto fatto di cittadini, cineasti, esperti del settore culturale –afferma Michele Emiliano presente durante la serata-. Sono orgoglioso -continua- di vedere che il Teatro della mia città sia così colmo di pubblico”.
Concorde anche il Sindaco Antonio Decaro : “Grazie alla città che risponde così bene –ha affermato-. Il festival attira sempre un numero incredibile di pubblico”.
A raccontarci del festival anche Margarethe Von Trotta, presidente del festival : “Sono baverese ma mi sento anche un po’ barese -esordisce- sono anni che seguo il festival con vari ruoli e ora che sono presidente -conclude- vorrei che Ettore (si riferisce al presidente onorario Ettore Scola) potesse essere qui”.
A poi consegnato il premio “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” a il regista Andrei Konchalovsky che ha ringraziato e citato il grande Federico Fellini che per lui, e per i cineasti russi degli anni ’60, è stato un maestro.
Si è proseguito, poi, con la premiazione di Claudio Giovannesi con il Premio Mario Monicelli per il miglior regista per il suo film Fiore. Consegnato da Paolo Mereghetti il premio è un modo per confermare la grazia e la passione con cui Giovannesi racconta i suoi personaggi, grazie al suo modo di dirigere lo spettatore viene colpito e coinvolto nel film.

"18058038_1467091013311802_2985167668114178493_n"La serata è continuata, poi, con la proiezione de ‘La tenerezza’ di Gianni Amelio con Renato Carpentieri, Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno e Greta Scacchi , presenti nel teatro barese.
Il film, di Rai Cinema-01Distribution, racconta la storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano.
Un film che porta lo spettatore ad immergersi nella vita di personaggi che non riescono a sopportare il loro ruolo sociale. Incastrati in una vita che sembra non appartene a nessuno di loro, quasi si trascinano in una esistenza insofferente e non voluta. Il protagonista, che sembra essere un alter-ego del regista, si ritrova ad essere irrequieto e insofferente davanti al passare, inesorabile, del tempo. Incontrerà e si scontrerà con personaggi, come Lorenzo (Germano) e Michela (Ramazzotti) che con la loro estrema fragilità lo porteranno a vivere sensazioni forse dimenticate spingendolo ad ammettere delle verità con le quali convive silenziosamente. "17991986_1467087769978793_6389020612125141756_n"Un percorso di auto-analisi che potrebbe aiutarlo a capire cose sommesse e a guardare con altri occhi i suoi figli (in particolare sua figlia interpretata dalla Mezzogiorno).

Il festival continua, stamane, con la masterclass di Alessandro Gassman, sempre al Teatro Petruzzelli, e con i vari eventi della seconda intensa giornata.