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"DSC00123"Quella avvolgente atmosfera, soave ballata che dolcemente ti coccola e poi la sferzata della chitarra e le dure parole che travolgono. Le luci che seguono abilmente le parole raccontando anch’esse una storia e donando alla già perfetta scenografia quel tocco incisivo.
‘Eco di sirene’ di Carmen Consoli è tutto questo e lo sa bene chi ieri sera ha assistito al live nel Teatro Petruzzelli di Bari. "IMG_9456"

Il nuovo tour teatrale della ‘cantantessa’ siciliana si pone come l’evoluzione di uno dei progetti più amati ed originali di Carmen, "L’anello mancante"(2008), con il quale aveva registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, dominando la scena sola sul palco con le sue sei chitarre. Stavolta la Consoli torna sul palco affiancata dalla violinista Emilia Belfiore e dalla violoncellista Claudia Della Gatta.

"DSC00167"Ad aprire la serata è stata la cantante Gabriella Lucia Grasso con alcuni brani del suo cd, Vussia cuscenza.
Tutte donne che, come ci spiega la stessa cantautrice, sono le sirene del titolo (sia del tour che del brano che ha poi eseguito) che racchiuse all’interno di un’ideale conchiglia, evocata dalla scenografia dello spettacolo, mettono in musica tutti quei piccoli racconti dedicati al mondo femminile.
Il titolo, però, ha anche un altro significato, infatti oltre al riferimento mitologico, la sirena è anche un allarme di pericolo imminente, nel peggiore dei casi un pericolo di guerra. Così l’artista siciliana compie un breve exursus delle tragiche guerre che da anni si susseguono, aggiungendo che la pace sembra non essere mai di moda al contrario della guerra di tendenza. Una guerra che, comunque, ritroviamo ogni giorno nei gesti quotidiani, nella calunnie gratuite, nel rapporto con gli altri e con la nostra ‘Madre Terra’. "DSC00162"

Si susseguono, poi, brani tanto amati e acclamati dal pubblico presente. La scaletta è un ripercorrere la storia della carriera della Consoli fatta di canzoni che raccontano di lei come "Quello che sento" (che dedica a nonna Carmelina), "L’abitudine di tornare", le immancabili "Amore di plastica", "Confusa e felice", "In bianco e nero", "Parole di burro", "L’ultimo bacio", "L’eccezione", "Pioggia d’aprile" e "Mandaci una cartolina" (dedicata a suo padre). A questi brani si alternano, poi, i ritratti di donna che spaziano dalla quella abbandonata all’altare di "Fiori d’arancio" a una quella vittima del "pettegolezzo imburrato" come "Maria Catena", passando per una piccola donna che svela di essere stata violentata da suo zio ma che non viene creduta e la donna sola di "Contessa Miseria". "IMG_9450"

E per concludere non manca il ritratto di una ‘fimmina sicula’ come Rosa Balistreri, cantastorie simbolo della musica siciliana, omaggiata dalla Consoli in "Buttana di to mà" e "A’ finestra”.

"IMG_9457"photo credits: Antonio Stragapede – Cube Comunicazione