Tempo di lettura: 1 minuto

"Kurosawa"Premio oscar come miglior film straniero, “Dersu Uzala” è un film sincero che può piacere ai grandi e bambini.

Film sull’amicizia e sul paesaggio ma anche sul tentativo di creare un’armonia tra l’uomo e la natura. Ispirato ai due libri di memorie scritti agli inizi del secolo dall’esploratore Vladimir Arseniev (“Nel profondo Ussuri” e “Dersu Uzala”) che il grande patriarca e maestro del cinema giapponese, Akira Kurosawa lesse e apprezzò in gioventù tanto da farne un film a dir poco commovente.

La storia narra le vicende dell’esploratore Arseniev che con la sua compagnia giunge nella Taiga per dei rilievi topografici, l’incontro casuale con un cacciatore mongolo, Dersu Uzala, segnerà la sua esistenza.

Come scrisse Aldo Tassone :«Avremo la scienza dell’esploratore che prende lezione sulla natura e sull’umiltà, da un sempliciotto e primitivo individuo».

Questo capolavoro che effettivamente sembra oscillare tra il lirismo di un Aleksandr Dovčenko e l’epica di Robert Flaherty ha un finale commovente, accentuato anche da un taglio dell’inquadratura di memorabile staticità e desolazione, che si contrappone alla ricchezza “naturale” dei due protagonisti.

Tra i tanti messaggi del film vi è quello di amare e venerare la natura, resta inoltre sorprendente la carica realista e spontanea che Maxime Munzuk elargisce al personaggio.

È triste morire senza aver visto “Dersu Uzala”!