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"thumbnail_BreveIl gigante David Lean, autore di kolossal come il “Dott. Zivago” (Doctor Zhivago,1965),“Il ponte sul fiume Kway” (The Bridge on the River Kway,1957) e “Lawrence d’Arabia” (Lawrence of Arabia,1962), questa volta realizza il suo film più silenzioso e scarno.

In “Breve incontro” (Brief Encounter,1945), domina l’essenzialità, il film fa’ parte della storia del cinema come una delle più autentiche e sofferte love-story mai realizzate.

Ci troviamo di fronte a personaggi severi moralmente e incapaci di lanciarsi totalmente nel gesto d’amour fou, tuttavia il film è attraversato dalla passione.

L’incontro casuale tra un uomo e una donna, entrambi sposati, si trasforma in amore; I due s’incontrano più volte e si deduce che sarebbe stata una coppia ideale, se la rigidità morale dei due amanti, non prevaricasse sulla passione.

Gli attori (Celia Johnson e Trevor Howard) sono meravigliosi, ed è esemplare inoltre l’uso extradiegetico de II° concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov.

Protagonisti del film sono i monologhi interiori di lei, noi spettatori assistiamo al racconto della storia d’amore ormai finita già all’inizio del film, grazie ai flashback raccontati dal punto di vista interiore e quindi soggettivo della donna.

Tra i due amanti forse non c’è differenza, entrambi si amano con la stessa intensità ed entrambi lasceranno terminare la storia, usando come pretesto il trasferimento di lavoro di lui.

Si respira romanticismo, trasporto ma anche vergogna, sofferenza e frustrazione.

Alla fine non trionfa l’amore ma la normalità e il buon senso, ecco perché il finale pesa come un macigno che schiaccia l’idealismo.

È triste morire senza aver visto “Breve incontro”!