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"0c913a05-2c68-4598-9d16-2913921e54e5"Quanto conta la memoria di un popolo nella costruzione di una storia? È questo l’interrogativo da cui parte l’idea di scrivere un libro e di farlo poi raccontare da chi quella storia l’ha vista con i propri occhi, l’ha vissuta sulla propria pelle e oggi può raccontarla.
Il libro è “Cellino 900”, scritto da Pietro Caprioli, un professore con la passione per la storia del suo paese. I protagonisti sono alcuni dei figli più noti di Cellino San Marco in provincia di Brindisi: Al Bano Carrisi e Angelo Maci ai quali si affiancherà Damiano Reale. In un piccolo comune in cui non c’è neanche il cinema, la percentuale di notorietà è decisamente esponenziale rispetto all’offerta proposta negli ultimi cinquant’anni. I tre uomini, con le proprie vicende personali accanto alla memoria recuperata attraverso il libro scritto da Pietro Caprioli, costituiscono un pezzo importantissimo della storia contadina di questa parte di Salento.
Al Bano è tra gli interpreti più autorevoli della musica italiana nel mondo, Angelo Maci ha fatto conoscere il vino del Salento in ogni angolo del pianeta e Damiano Reale, la cui famiglia, già dai primi del ‘900, è stata protagonista della costruzione dell’identità vitivinicola di Cellino e dintorni."71ddc2f5-50b8-4830-b4f7-e9ff3a2555f9"

Per la serata di giovedì 16 febbraio alle 16,30 nell’azienda “Cantine due Palme”, il giornalista Bruno Vespa, partendo dal libro del professor Caprioli, commenterà con l’ausilio di Sergio Pede, medico cardiologo e profondo conoscitore di Cellino san Marco e del professor Franco Fanciullo, docente all’Università di Pisa e cellinese doc e potrà ricostruire le vicende a volte tumultuose di una Cellino che ha vissuto il biennio rosso, che è stata protagonista delle rivolte agrarie, che ha visto il sangue dei conflitti mondiali ma che ha sempre mantenuto salda la sua identità contadina. Già, perché se nelle vicine Taranto e Brindisi cambiava il paradigma economico lasciando spazio all’industria pesante, Cellino rimaneva ancorata ai suoi valori contadini rafforzando la sua identità. Negli anni ’70 Al Bano Carrisi fonda l’omonima azienda vinicola, Angelo Maci, la terza generazione di una famiglia di vignaioli, ristruttura l’antica cantina del nonno per poi trasformare la sua ditta individuale in una società cooperativa agricola che oggi è la più importante cooperativa del centro Sud.
Movimenti politici e sociali che hanno condizionato il presente e che saranno il filo conduttore di una serata in cui saranno riannodati i fili della memoria.