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"untitled"Lorenzo De Santis: questo il vero nome di ‘Varichina’, un personaggio controverso che ha segnato la memoria di molti baresi. Soprannominato così perché, da ragazzino, consegnava i detersivi che la mamma vendeva, Varichina è ricordato nella sua città natia per aver manifestato la propria omosessualità senza inibizioni e timori negl’anni ’70.

Ed è così che prende vita il docu-film intitolato ‘Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis’, dall’idea dei registi Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo, distribuito da Ismaele Film e prodotto da Apulia Film Commission nell’ambito del "Progetto Memoria 2014 (concorso finalizzato alla realizzazione di film sulla vita di personaggi o su eventi che hanno contribuito alla definizione dell’identità e della storia pugliese del ‘900).

L’intento dei registi è quello di raccontare la storia di un precursore della lotta ai diritti degli omosessuali, ma la figura di Lorenzo non è priva di contrasti e di eccessi, dal documentario emerge il racconto di una figura esasperata e dirompente che però non teme di affrontare il mondo circostante con i suoi pregiudizi. Varichina mostrava la propria personalità sbattendola in faccia soprattutto a quelli che cercavano le sue prestazioni notturne rinnegandolo di giorno.
Gli estremi e spesso volgari gesti di Varichina sembrano, però, celare, secondo ciò che emerge dalla parole degli intervistati che ricordano quegl’anni, un bisogno di attenzioni e di amore. Una personalità buona e gentile si nascondeva sotto quei riccioli biondi e dietro quei gesti che nel documentario sono abilmente interpretati da Totò Onnis.

Già presentato nell’ambito del festival Biografilm Festival di Bologna (2016), e al Florence Queer Festival di Firenze (2016), il film è reduce dal grande successo della proiezione all’Apollo 11 di Roma lo scorso 8 gennaio 2017.
Non resta dunque che attendere il 2 febbraio, giorno in cui ‘Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis’ sarà distribuito nelle sale cinematografiche della Puglia (Bari, Molfetta e Corato per ora), per vivere per qualche istante una storia del passato barese.