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"b"“L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non vi sarebbe nulla da fare al mondo”, lo diceva Dostoevskij e chi crede nel potere dell’arte e nel suo dono di regalare la bellezza può capirlo. Questa l’idea che ha ispirato i promotori della BIBART, prima Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana, che è in corso nelle chiese della città vecchia e nell’area murattiana di Bari dal 15 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017.

Una grande scommessa, un progetto nato dal basso, dicono gli organizzatori, Vallisa Cultura Onlus e A.P.S. Federico II Eventi, due associazioni culturali storicamente attive sul territorio pugliese, che in questo modo si propongono di aprire le porte ad un dialogo tra arte antica e contemporanea, trasformando le chiese, spesso chiuse,  in luoghi di esposizione e confronto. Chiesa della Vallisa, Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, Chiesa di San Gaetano, Chiesa del Gesù, Succorpo della Cattedrale di San Sabino, Chiesa di S. Anna, a cui si aggiungono Museo Diocesano, Auditorio Federico II Eventi, Palazzo Domus Milella (ex Palazzo Gironda), Sede Alliance Française di Bari: questi i luoghi dell’incontro con i 112 gli artisti  in concorso, oltre  a musicisti, performer, attori, per un totale di 156 artisti provenienti da 9 Paesi (Italia, Argentina, Armenia, Brasile, Croazia, Francia, Grecia, Iraq, Uruguay). Sono 328 le opere esposte, tra pittura, scultura, grafica, video art e lavori fuori concorso, un mosaico di multiformi espressioni e tendenze, per un’arte diffusa"b1" fruibile dall’intera comunità. Completano la prima Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana due mostre d’eccezione: Dal  Postimpressionismo al Neorealismo: viaggio tra le avanguardie del Novecento,  con opere di 48 grandi maestri – da Cezanne a Renoir, Picasso, Balla, Mirò, Rosai, Boccioni, Archypenko, per citarne solo alcuni – e Les danseuses, monografica  di William Tode, ultimo esponente del neorealismo italiano.nNella cornice della Biennale anche la personale Mater et Filius di Miguel Gomez, un’originale mostra di design sulla poesia della luce e la mostra documentaria dedicata ai 90 anni dell’Accademia Polifonica Barese e al suo fondatore, Biagio Grimaldi.

BIBART è anche spettacolo, cinema, teatro, letteratura e musica con 20 appuntamenti in calendario: presentazioni di libri, concerti, proiezioni di film, spettacoli teatrali e performing art, tutti ospitati tra l’Auditorium Vallisa e l’Auditorio Federico II Eventi. “La Ragione dell’Uomo” è il tema d BIBART, cioè la capacità del pensiero di stabilire rapporti e connessioni, per generare idee, creare emozioni, sviluppare legami e azioni. Promuovere e diffondere l’arte in tutte le sue forme in nome del dialogo, della multiculturalità e della molteplicità dei linguaggi artistici è lo scopo; l’apertura a luoghi "b3"espositivi non convenzionali, connubio tra  fede e ragione, è il valore aggiunto.

Tanti i nomi autorevoli chiamati a far parte del Comitato scientifico e d’onore: Wiliam Tode, artista, già direttore di Casa Vasari e responsabile degli Uffici Studi di Palazzo Pitti e degli Uffizi di Firenze;  Miguel Gomez, artista, responsabile arti visive Artoteca Vallisa e S. Teresa dei Maschi, direttore artistico BIBART; Marino Baldini, archeologo, critico e storico dell’arte croato; Emanuel von Lauenstein Massarani, Conservatore dei Musei di San Paolo del Brasile;  Guido Folco, direttore Museo MIIT di Torino; Giorgio Grasso, critico e storico dell’arte, già coordinatore del Padiglione Italia della  54^ Biennale di Venezia; Mons. Antonio Parisi, responsabile musica e cultura  dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e Don Michele Bellino, direttore  del Museo dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto.

L’iniziativa gode del patrocinio di Arcidiocesi di Bari – Bitonto, Regione Puglia, Comune di Bari, Università degli Studi di Bari, Consolato della Repubblica di Croazia, Consolato della Repubblica del Brasile.

Info: www.bibartbiennale.com  / FB bibartbiennale