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"gl"Un nuovo corso, un nuovo capitolo, una nuova era: 31.10 Osteria Lorusso. Riparte di qui uno degli chef più geniali e promettenti del nostro beneamato Sud, Giovanni Lorusso. Riparte da una data, quella della nascita del suo unico figlio, un evento che gli ha cambiato la vita. Altre mete, altre attenzioni, altra filosofia di concepire il mondo. Ricomincia di qui, da 31.10 Osteria Lorusso, un percorso straordinario e lucente cominciato anni fa con la stessa determinazione, con la stessa attitudine all’eccellenza, ma con nuove prospettive.

L’identità del luogo: l’osteria, considerata “povera”, questa volta è fuori da ogni clichè. Un luogo rivalutato secondo la linea dell’eccellenza del gusto, del calore, della semplicità e della straordinaria creatività. 31.10 profuma di luogo dell’anima, ci si sente accolti, coccolati, come in famiglia. È un inno alla famiglia: dalla dedica dichiarata al figlioletto Francesco, alla collaborazione a braccetto con il fratello Carlo, chef e pasticcere. Lorusso family style, insomma. Tra i plus? La scelta di una cantina solo puglia, dalle “bollicine” al “dolce”.  E poi i particolari che fanno la differenza. E se è vero come diceva il genio Leonardo da Vinci che “i dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio", questa sembra proprio la prospettiva dei Lorusso."gl2"

L’inaugurazione di 31.10 Osteria Lorusso si terrà domenica 27 novembre alle ore 20.00. Apertura al pubblico da lunedì 28 novembre dalle ore 12.30/ 14.30 e dalle 20.00/ 23.30.

Infoline: +39 3405698531 | www.3110.it

31.10 Osteria Lorusso, Via Alceo Dossena 8 – zona 167, uscita Bisceglie sud – Bisceglie (BT)- Italy

 

 

Scheda Giovanni Lorusso

"gl3"Giovanni Lorusso, nato a Bisceglie (BT) 27 anni fa, sceglie il mestiere di chef per vocazione, come gli piace dire. Nel 2008 si diploma presso l’Istituto Alberghiero di Molfetta (Ba). Ancora 15enne, in concomitanza con gli anni di studio, esordisce come commis di cucina nel ristorante Hosteria N1 della sua città. Gianni gira l’Italia per esperienze lavorative in alberghi, ristoranti e villaggi, spingendosi sino in Germania. Oltre al lavoro e alla scuola si perfeziona frequentando corsi di aggiornamento e iscrivendosi alla F.I.C. (Federazione Italiana Cuochi) a Bari. Nel 2010 entra a far parte della prestigiosa Nazionale Italiana Cuochi. Cavalcando questo entusiasmo nel 2011 avviene una cosa inaspettata: sbanca il concorso “Cuoco dell’anno 2011”, arrivando al primo posto assoluto a soli 22 anni neppure compiuti, grazie anche al suo stile di cucina attento e ricercato che considera oltre il gusto anche l’aspetto estetico.

È da qui che parte una nuova vita professionale e personale per Giovanni. Entra infatti a far parte della brigata dello slow restaurant gourmet "Le Lampare al Fortino" di Trani (BT) come chef di partita. Ma ben presto scala i posti della brigata grazie al suo carisma e alla sua infinita "intelligenza gastronomica" diventandone l’executive chef tra impegni con la Nazionale e la sua vita privata. Dal 2015 al 2016 è executive chef presso il Memory Resort di Bisceglie (BT). Sviluppa negli anni la sua filosofia di cucina che ha come cardine il nesso tra il sapere e l’amore.

“Ogni chef cerca sempre di personalizzare le ricette, cerca sempre di rendere propria ogni preparazione, questo vien fuori con l’esperienza e la voglia di crescere. Ognuno di noi (di noi chef) ha una propria filosofia di cucina, la mia ad esempio, si basa in primis sullo studio della materia prima. Bisogna cercare di averne cura e lasciarla quanto più al naturale possibile, applicando tecniche all’avanguardia e sistemi di lavoro adatti a quel"gl4" tipo di materia prima. Così facendo sicuramente si riesce a portare in tavola il benessere”.

Amaro-dolce-piccante-salato-aspro-caldo-freddo-croccante-morbido-liquido, questi i requisiti per piatti perfetti.

“Il mio obiettivo principale per cui sto studiando molto, cercando di dare il massimo, è quello di diventare uno dei più importanti giudici di gara ma ci vorrà l’aver accumulato molta esperienza nelle competizioni ed essere professionalmente preparati”.

Curiosità: Giovanni è un cuoco per caso. Voleva fare l’informatico, all’Istituto tecnico non c’era posto e allora ripiegò sull’alberghiero. E qui ha scoperto la sua vera vocazione. La passione per la fisica e la chimica gli è rimasta però e gli è tornata utile anche in cucina. “La cucina”, dice, “è qualcosa di profondo, che deriva dall’esperienza e dalla capacità di trasmettere in un piatto sensazioni differenti”.

Lo hanno soprannominato il “dandy” della cucina. La sua affermazione ne spiega i motivi. “L’eleganza è bellezza in cucina. Voglio riuscire a far capire il ‘dentro’ e il ‘fuori’ di una portata. Secondo me la buona cucina non è solo buona da mangiare, ma anche buona da pensare”.