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"ps1"Nel nome di Bobby SandsUn combattente per la libertà. Una storia irlandese” di Pierluigi Spagnolo edito da L’Arco e la Corte di Bari strada Zeuli, 11 arcoelacorte@libero.it

Il libro riprende una storia che molto scalpore destò alla fine degli anni ’70 ed all’inizio degli anni ’80 per il famoso sciopero della fame ad oltranza che portò alla morte il giovane Bobby Sands attivista per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito, arrestato e condannato ad una lunga detenzione. Protesta nata dalle inumane condizioni di detenzione, per il mancato riconoscimento dello status di detenzione per reati politici, ecc..

Dice l’autore: “Da dove nasce il desiderio di continuare a parlare di Bobby Sands e della tragedia dell’Irlanda del Nord, a 35 anni dai drammatici giorni dello sciopero della fame dei detenuti di Long Kesh? Perché rinfrescare, aggiornare e ripubblicare questo libro? Perché la vicenda del militante repubblicano di Belfast, che a soli 27 anni, a maggio del 1981, si lasciò morire di fame in un carcere britannico, appare come una storia senza tempo e senza latitudini, un messaggio universale di amore per la propria terra, di lotta per la libertà e di ribellione alle ingiustizie. Questa edizione si arricchisce inoltre con la traduzione integrale di un antico manuale destinato ai volontari dell’Irish Republican Army, datato 1956, che offre uno spaccato crudo ed efficace per comprendere quale fosse il clima di violenza di quegli anni, nella martoriata Irlanda del Nord.”

La storia del periodo in cui visse il protagonista del libro è sicuramente molto controversa."ps2" L’adesione dell’Irlanda del Nord al Regno Unito rappresentava certamente una forzatura politica. Ma dopo la morte di Bobby Sands gli scopi della protesta sono stati raggiunti. La violenza è stata tantissima da una parte e dall’altra. Comunque, il governo capeggiato da Margareth Thatcher concesse l’istituzione di un Parlamento autonomo, trattò con i movimenti oltranzisti per la cessazione delle violenze e del terrorismo da ambo le parti, promosse leggi per garantire il rispetto della parità dei diritti tra cattolici e anglicani, ecc.. Oggi si può affermare che l’Irlanda del Nord vive in piena pace ed armonia la sua adesione al Regno Unito.

Ma così non è sempre stato.

Poco dopo l’inizio dello sciopero collettivo della fame nelle carceri ove era detenuto Bobby Sands, ma anche in altre carceri, Frank Maguire, membro del parlamento del Regno Unito per la circoscrizione di Fermanagh-South Tyrone (un repubblicano irlandese indipendente), morì e si svolse un’elezione suppletiva.

Sands fu eletto non come candidato del Sinn Fein, ma come Anti H-Blocks/Armagh Political Prisoner (Armagh si riferisce al carcere femminile di Armagh, dove erano rinchiuse le detenute dell’IRA e dell’INLA), e vinse il seggio il 9 aprile 1981 con 30.492 voti, contro i 29.046 del candidato dell’Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Al momento dell’elezione, Sands risultò il più giovane deputato in carica, il così detto "Baby of the House". Il governo del Regno Unito cambiò la legge poco dopo, introducendo il Representation of the People Act. Questo proibiva ai detenuti di partecipare alle elezioni, e richiedeva un periodo di cinque anni dal termine della pena, prima che un ex detenuto "ps3"potesse candidarsi.

Tre settimane dopo la sua elezione, Sands morì nell’ospedale della prigione, dopo 66 giorni di sciopero della fame. L’annuncio della sua morte diede il via a rivolte che durarono diversi giorni, nelle zone nazionaliste dell’Irlanda del Nord. Oltre 100.000 persone si schierarono lungo il percorso del suo funerale, dalla casa di Sands a Twinbrook, West Belfast, fino al cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i volunteers dell’IRA di Belfast.

Sands fu membro del Parlamento di Westminster per venticinque giorni, uno dei mandati più brevi della storia. Lasciò i genitori, i fratelli (una sorella, Bernadette, era all’epoca latitante nell’Eire, Quartiermastro Generale dell’IRA che, nel 1996, in disaccordo con la strategia del processo di pace elaborata da Gerry Adams e Martin McGuinness, lasciò l’organizzazione per dare vita, con altri dissidenti, alla Real IRA, responsabile nel 1998 della strage di Omagh) e un figlio piccolo, Gerard.

Altri nove uomini (6 dell’IRA e 3 dell’INLA) morirono dopo Bobby Sands tra maggio e agosto del 1981. Gran parte dei repubblicani irlandesi e dei simpatizzanti dell’IRA guardarono a Sands e agli altri nove come a dei martiri che resistettero all’intransigenza del governo britannico e molti nazionalisti irlandesi che disapprovavano l’IRA furono scandalizzati dalla posizione intransigente del governo britannico. La copertura mediatica che circondò la morte di Bobby produsse un nuovo flusso di attività dell’IRA, che reclutò molti nuovi membri e incrementò la sua capacità di raccogliere finanziamenti. Molte"ps4" persone si sentirono spinte ad aiutare a spezzare la connessione britannica aiutando l’IRA. I numerosi successi elettorali conseguiti durante lo sciopero spinsero il movimento repubblicano a muoversi verso la politica, e indirettamente spianarono la strada all’Accordo del venerdì santo e al successo elettorale del Sinn Féin molti anni dopo.

Sands scrisse un libro in cui parla dell’esperienza carceraria intitolato Un giorno della mia vita. Sands scrisse, riferendosi agli anni della sua adolescenza: "Ero soltanto un ragazzo della working class  proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".