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"camcol"Dopo quattro giorni di cammino per un totale di 180 chilometri, i trecento bovini transumanti, i mandriani e le persone che hanno deciso di accompagnare la carovana in questo viaggio nella storia e nel territorio di Molise e Puglia, sono arrivati a destinazione, in località Aquevive di Frosolone (Isernia). E’ qui che ha sede una delle due masserie dei Colantuono, antica famiglia di pastori, oggi mandriani del terzo millennio con la passione intatta per i tratturi.

Prima del ritorno a casa, il tradizionale passaggio nel centro abitato di Frosolone. Trecento bovini in passerella davanti a tantissime persone, per strada anche i ragazzi delle scuole molisane e abruzzesi, la maggior parte provenienti da Vasto (Chieti). Lo spettacolo dell’incontro tra gli animali, le tradizioni e la civiltà contadina, ha toccato le corde emotive dei presenti. Poi, le mucche hanno proseguito per Aquevive dove i Colantuono, capeggiati da Carmelina, ultima cowgirl italiana, hanno riabbracciato gli altri membri della famiglia rimasti a Frosolone, nella vecchia masseria. La carovana era partita quattro giorni prima da San Marco in Lamis (Foggia), poi il primo riposo a San Paolo Civitate e la"camcol2" partenza per il Molise. Prima tappa, Santa Croce di Magliano. Qui l’accoglienza dell’amministrazione comunale e dei cittadini, mentre i bovini riprendevano vigore al fresco di una pineta.

Il giorno dopo, la tappa con il saliscendi continuo tra Bonefro, Ripabottoni, Campolieto, Matrice e Campobasso. A Taverna del Cortile il transito su una porzione di tratturo di fronte a decine di appassionati e curiosi, tra i quali anche cinque turiste texane, signore in pensione, venute in Molise proprio per assistere alla secolare ‘camminata’ dei Colantuono. Superato lo scoglio di Ingotte, bovari e mucche hanno ripreso l’ampia autostrada verde, salendo fino alle Quercigliole di Ripalimosani. Ospitalità festosa anche qui. Infine, la tappa di Frosolone che, prima dell’arrivo ha offerto l’emozione dell’attraversamento del Biferno, che quest’anno è avvenuto all’alba ed è stato seguito da un folto gruppo di curiosi, fotografi e addetti ai lavori. I bovini avevano già "camcol3"sperimentato due volte il "brivido freddo" delle acque dolci pugliesi e molisane: il primo giorno, attraversando il Fortore, il secondo guadando il torrente Tona proprio al confine tra Puglia e Molise.

Avvincente anche il colpo d’occhio sul tratturo Castel di Sangro-Lucera, fra Castropignano e Torella del Sannio, un paio d’ore prima dell’arrivo, dove erano in tanti ad attendere il gruppone, pronti a festeggiare il lungo cammino. Su un paio di tavolacci in legno diverse brocche di vino rosso, fette di caciocavallo podolico, capocollo, frittata, panini e altri prodotti genuini legati al lento movimento delle mandrie sui tratturi del centrosud Italia.