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"b1"Prima si guardavano in cagnesco. Ora impazza la fusion, le contaminazioni tra il variegato mondo delle birre artigianali, oltre un migliaio i microbirrifici in Italia da Nord a Sud, e i colossi dell’industria di settore. E con l’arrivo della bella stagione, quando i consumi brassicoli si impennano, sugli scaffali di vendita il consumatore trova quest’anno per la prima volta una serie di marchi industriali aromatizzati e stagionalizzati con tipicità di territorio. Come la gamma di Regionali, le produzioni global messe a punto da Birra Moretti secondo stili alimentari "local": alla Pugliese, con fico d’india e grano arso, o alla Lucana, con orzo maltato e alloro della Basilicata. Una serie di ricette (alla Siciliana, alla Toscana, alla Friulana, alla Piemontese) e lavorazioni nel segno dei territori declinate dal birrificio lombardo in collaborazione dello chef stellato Claudio Sadler e del sommelier Aspi Giuseppe Vaccarini.

L’ultima nata in casa Birra Moretti è La Bianca una nuova weiss all’italiana con malti"b2" chiari ad alta fermentazione. Fresca come le primogenite bavaresi, ha però un gusto di cereali nostrani, in quanto prodotta con malti 100% made in Italy, la metà d’orzo l’altra metà di frumento. Di grado alcolico moderato (5% vol), "è solo l’ultimo esempio – dicono i produttori – del nostro desiderio e capacità di innovare. Sono gli ingredienti che fanno buona una birra, diceva Luigi Moretti. Per questa birra non filtrata, come per le altre 16 referenze, i mastri birrai hanno selezionato i migliori cereali italiani direttamente nei campi per offrire un’esperienza di gusto più semplice, una birra dalla bevibilità facile". Queste tendenze sono frutto di accordi di filiera con il mondo produttivo rurale che solo per Birra Peroni coinvolge 1.500 aziende agricole con 50mila tonnellate di orzo prodotte ad hoc su 17.300 ettari coltivati ad orzo in nove regioni e altri mille ettari utilizzati per il mais nostrano destinato alla malteria Saplo Spa di Pomezia e agli stabilimenti di Roma, Bari e Padova.

Una novità di stile nei brand industriali che segue l’annuncio, il 22 aprile, dell’acquisizione da parte della multinazionale Ab InBev di Birra del Borgo birrificio, con sede tra i monti di Borgorose (Rieti), fondato da Leonardo Di Vincenzo. Un imprenditore laziale di riferimento per il successo dei brewpub italiani, anche per le diverse iniziative nel mondo della ristorazione. "AB InBev fornirà il supporto necessario per consentire a Birra del Borgo di ampliare il suo know how e le infrastrutture, di continuare a innovare e creare nuove produzioni" ha rassicurato i patiti della birra artigianale Di Vincenzo continuerà a "b3"guidare Birra del Borgo come amministratore delegato della società. "Oggi il settore della birra è diventato molto competitivo ed è necessario continuare a sviluppare prodotti con profumi e gusti dal carattere distintivo. La collaborazione con AB InBev rappresenta l’opportunità di crescere in modo sostenibile, rimanendo fedeli alla nostra identità e filosofia". La bella stagione porta anche eventi a tema. A Roma ad esempio Birra Gourmet, il 22 e 23 maggio, vede in campo il campione mondiale dei Biersommelier 2015 Simonmattia Riva negli abbinamenti delle birre ai cooking show di top chef come Marco Martini (The Corner), Giuseppe di Iorio (Aroma, 1 stella Michelin) e Nikita Sergeev (L’Arcade). Una due giorni di "riflessione sulla società liquida – sottolineano i promotori – e anche un salotto d’affari nel segno dell’innovazione tecnologica del pianeta birra insieme all’alta cucina".