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"ed1"“Questa nomina premia lo sforzo dei tanti che hanno creduto nel potenziale del nostro territorio, delle sue donne e dei suoi uomini, e nella grande opportunità offerta dal ‘fare sistema’, che caparbiamente abbiamo cercato di non confinare a mero slogan”. L’imprenditore foggiano Enzo Dota è il nuovo delegato per la provincia di Foggia di AssoretiPMI Italia, l’associazione nazionale indipendente di imprenditori, reti di imprese, professionisti, manager di rete e tutte le persone interessate allo sviluppo dell’aggregazione nata dal social network LinkedIn, all’interno del Gruppo RETI DI IMPRESE PMI, che con i propri gruppi verticali conta oggi oltre 26.000 membri.

Presidente della Rete del Mediterraneo (http://www.retedelmediterraneo.com), Dota in questi anni ha investito quasi esclusivamente in attività legate all’innovazione tecnologica. “Le nuove tecnologie ci permettono di ottimizzare e migliorare continuamente l’offerta – spiega l’imprenditore -, ma il capitale umano resta comunque fondamentale per la riuscita di qualsiasi attività di impresa. Il lavoro della nostra ‘rete’ è questo: investire nelle professionalità per permettere al territorio una crescita collettiva. Sono anni che la parola ‘sistema’ la fa da padrona un po’ ovunque, ma fattivamente non è mai stato fatto nulla. Noi cerchiamo, al contrario, di concretizzarla perché crediamo fortemente nelle potenzialità dell’aggregazione. Oggi la Rete del Mediterraneo è oggetto d’interesse da parte di tanti imprenditori italiani, che investono nell’integrazione e nell’innovazione dei"ed3" processi produttivi nel settore turistico, enogastronoico e culturale sfruttando la metodologia della rete nata in Puglia”.

“Ringrazio il delegato regionale di AssoretiPMI Italia per la Puglia, Gaetano Mele – conclude Dota -, per la fiducia accordata a me e a tutti coloro che hanno creduto nella Rete del Mediterraneo. Siamo consapevoli che la strada da percorrere è ancora lunga e complessa, ma l’entusiasmo con cui abbiamo intrapreso questo cammino è sempre vivo e questo riconoscimento non fa altro che confermare la bontà delle nostre intuizioni e del nostro operato”.