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"fi""Non abbiamo accettato di riunirci sono perchè c’è la prova generale, siamo qui per sottolineare che questa produzione non è solo un progetto artistico, ma soprattutto un progetto politico, è un segnale per il futuro. E’ l’inaugurazione in nome di un grande germoglio". Sono le parole, espresse praticamente all’unisono, dai sovrintendenti dei teatri Petruzzelli, Massimo Biscardi, San Carlo di Napoli, Rosanna Purchia e del Massimo di Palermo, Francesco Giambrone che ieri hanno presentato a Bari la nuova coproduzione ‘Le nozze di Figaro‘ che inaugurerà la stagione barese il 27 gennaio prossimo e che poi sarà a fine anno sulle scene del San Carlo e nel 2017 a Palermo. La regia è di Chiara Muti. Le coproduzioni – è stato ricordato – sono state fortemente volute prima dal ministro Bray e ora dal ministro Franceschini.

I tre enti lirici hanno alle spalle anni travagliati, lunghe beghe burocratiche che li hanno"fi2" costretti all’inattività, e questa nuova produzione ha per tutti un significato importante.  Biscardi – che ha invitato tutti i baresi a sostenere orgogliosi il Petruzzelli in questa ennesima battaglia per guardare avanti – ha sottolineato come "questa produzione è nata non come condivisione di compiti ma di un lavoro artistico, di un progetto che non si esaurirà con questa opera".

"Il valore politico, di politica culturale – hanno aggiunto Giambrone e Purchia – è evidenziare la necessità di produrre insieme e qui c’è un tassello in più, perchè si tratta dei tre grandi teatri dell’Italia meridionale e con questo primo progetto vogliamo sottolineare cosa vogliamo fare di queste realtà culturali".

Sull’esecuzione dell’opera si sono soffermati dapprima il giovane direttore americano Mathew Aucoin, entusiasta della orchestra del Petruzzelli – costituita all’inizio dell’anno "fi3"dopo concorsi ad hoc – "stiamo riscoprendo insieme le note e la partitura di Mozart" e poi Chiara Muti. La giovane regista, alla sua quinta regia operistica e la prima mozartiana, è emozionata. Ricorda di essersi avvicinata alle ‘Nozze di Figar0’ nell’’82 quando lavorò con Strehler e suo padre Riccardo Muti. La sua è una regia filologica di teatro in musica, con i recitativi, i cantanti che sono anche attori, e ricordi di Beaumarchais. "Ho lavorato a stretto contatto con il direttore – ha aggiunto – per far emergere tutto il dinamismo dell’opera, che viene proposta nella sua versione integrale". Si parte dunque a Bari domani: tra gli interpreti Alessandro Luongo, Eleonora Buratto, Edwin Crossley-Mercer, Maria Mudryak.