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"e"L’asprezza dell’altopiano del nord che confina con il cielo ricamato a nuvole; le celebrazioni del Timkat, una delle festività più importanti del Paese, a Lalibela – la Gerusalemme d’Africa; le foreste, la vita quotidiana nei mercati e sulle strade infinite e polverose, la valle dell’Omo River con i suoi popoli fieri e ancora fortemente legati alla tradizione di secoli di storia. È l’Etiopia vista dall’obiettivo in bianco e nero, con tutte le sfumature di grigi possibili, di Marco Paoli. Un tuffo nel Corno d’Africa, tra gli affreschi delle chiese copte e la maestosità degli alberi centenari, nodosi e monumentali, tra le donne colte in movimento e gli uomini al lavoro nelle cave di sale. Uno sguardo attento, da "dentro". Alla scoperta di un Paese che ha molto, moltissimo da raccontare. E di cui ancora troppo poco è stato raccontato.

Un Paese dove il mercato è un telo sistemato in terra con la merce ben sistemata, dove la preghiera è una danza, dove l’appartenenza alla propria etnia è segnata anche da un piattello labiale, che ai nostri occhi di occidentali deforma il volto delle donne ma che allo stesso tempo le rende affascinanti e uniche."e2"

Marco Paoli ha catturato tutto questo, e ben di più, nei suoi scatti durati quattro viaggi (il primo risale al 2009), che tralasciano i centri urbani, per concentrarsi sui villaggi, sulla campagna, sui panorami senza fine e senza tempo. Ma l’Etiopia è terra anche di contraddizioni, tra cristianesimo e Islam, tra modernità e tradizione, ed ecco allora spuntare i fili elettrici che corrono sul mercato, il fucile nelle mani di un indigeno, qualche automobile qua e là, segno di uno sviluppo che fa fatica a imporsi.

Il libro, "Ethiopia" (Giunti Editore, 224 pp, 39 euro), con le pagine patinate che scorrono inseguendosi l’un l’altra, è suddiviso in sette capitoli che propongono una delle "e3"tante sfumature dell’Etiopia. Si parte dall’altopiano, il più vasto dell’Africa. Una terra disegnata dai fiumi che hanno scavato intricati ricami. Poi è la volta del capitolo dedicato al pellegrinaggio dei cristiani copti verso Lalibela, la città che nasconde le sue chiese nel cuore della terra e del tufo. La Dancalia, cuore vivo a meno 155 metri sul livello del mare, con le sue mille sfumature di giallo, verde, rosso che qui possiamo solo immaginare. E il mercato, con Bati centro degli scambi commerciali, poi l’Islam coi suoi templi e il Sud, dove il tempo sembra essersi fermato e gli alberi sono i veri protagonisti, per arrivare infine nell’antica Valle dell’Omo.

I proventi del libro sono interamente devoluti all’associazione Busajo Onlus. Parte delle fotografie pubblicate nel libro saranno in mostra a New York, sede dell’Onu, Palazzo di Vetro, dal 16 novembre, per due settimane.

www.marcopaoli.com