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"y"Nelle ore in cui Netflix sbarca in Italia seguendo una tabella di marcia di espansione in Europa, Google cala l’asso di un servizio a pagamento per vedere video, film, show tv, musica in streaming come Spotify. Senza la pubblicità. Si chiama YouTube Red, costa poco meno di dieci dollari al mese e al momento sarà attivo solo negli Stati Uniti a partire dal 28 ottobre. Il primo mese sarà in prova.

"E’ una grande, grande evoluzione", dice Robert Kyncl, chief officer business di YouTube, la piattaforma nata dieci anni fa che conta oltre un miliardo di utenti. "Le persone – aggiunge – hanno iniziato a iscriversi ai servizi in abbonamento a pagamento su Internet ad un ritmo incredibile". E Kyncl allude a opzioni per ottenere contenuti in streaming come Hulu e Netflix per i film e le serie tv, Spotify e Apple Music per la musica.

Al di là dell’assenza di pubblicità, la novità più importante di YouTube Red è la"y2" disponibilità di nuovi programmi e contenuti video in esclusiva per gli abbonati, proprio come una tv a pagamento. E la popolare piattaforma video ha già pubblicato una lista dei contenuti sviluppati ‘ad hoc’ tra cui Scare PewDiePie, una specie di reality con protagonista il popolare gamer PewDiePie.

YouTube Red, che prende il nome dal colore rosso presente nel popolare logo della piattaforma, era nell’aria da tempo. In pratica è l’evoluzione di altri servizi già lanciati dal colosso di Mountain View, come Google Play Music e YouTube Music Key, che ora entrano nell’universo ‘Red’. "Per anni i fan di YouTube ci hanno chiesto di guardare contenuti senza pubblicità e anche un modo per supportare i loro creatori di contenuti preferiti", spiega la società.

"y3"YouTube ha anche esigenza di monetizzare la sua popolarità e diversificare il business. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal qualche mese fa, non genera molti ricavi: nel 2014 sono stati 4 miliardi di dollari proprio grazie ad una maggiore raccolta pubblicitaria. Ma, tolte le spese per i contenuti e l’infrastruttura tecnologica, la società – scriveva il Wsj – "è più o meno in pareggio". Senza contare che colossi come Facebook la stanno incalzando nel suo ‘core-business’: pochi mesi fa il social network di Mark Zuckerberg ha superato YouTube per visualizzazioni di video grazie anche allo stratagemma dell’’autoplay’, cioè i filmati che si avviano da soli.